Santo Domingo, sottosegretario Giro: ‘chiudiamo l’ambasciata, ecco cosa accadrà dopo’ – di Ricky Filosa

Il sottosegretario agli Esteri, Mario Giro, in una intervista esclusiva realizzata dal direttore di ItaliaChiamaItalia, Ricky Filosa, per il Listin Diario (il più diffuso quotidiano della Repubblica Dominicana), parla del caso che riguarda l’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo, che verrà chiusa entro il 31 dicembre 2014. Giro spiega perché e cosa accadrà dopo.

L’intervista pubblicata (in spagnolo, ovviamente) dal sito web del Listin Diario  è visibile a questo link: "Vicecanciller de Italia dice cierre de Embajada no tiene vuelta atrà"; nella GALLERIA D’IMMAGINI allegata a questo articolo, potete vedere alcune foto dell’intervista pubblicata sell’edizione stampata del Listin Diario. All’intervista il maggiore quotidiano dominicano ha dato ampio spazio, con un richiamo in prima pagina e un’intera pagina dedicata al servizio.

Qui di seguito, la versione italiana dell’intervista al sottosegretario agli Esteri, Mario Giro. Buona lettura.

Da mesi la comunità italiana residente nella Repubblica Dominicana è in allarme: dopo l’annuncio della chiusura dell’ambasciata d’Italia a Santo Domingo – avvenuto nel dicembre 2013, con l’attuazione prevista entro il 31 dicembre di quest’anno – gli italiani residenti nell’isola caraibica non sanno quale futuro li aspetta. Cosa succederà quando la sede diplomatica avrà chiuso i battenti? Chi potrà garantire i servizi consolari alla comunità italiana residente, ma anche ai tanti dominicani che con l’Italia mantengono rapporti, vuoi per questioni commerciali, turistiche o famigliari? Ancora: che cosa pensa il governo dominicano del fatto che l’Italia abbia deciso di chiudere la propria sede a Santo Domingo?

UN FUNZIONARIO DIPLOMATICO STABILE Il Listin Diario ha rivolto questi e altri interrogativi proprio al governo italiano. Abbiamo contattato il sottosegretario agli Esteri, Mario Giro, a cui abbiamo chiesto cosa accadrà, in concreto, una volta che l’ambasciata d’Italia sarà chiusa: “L’Italia manterrà a Santo Domingo, presso gli uffici dell’ambasciata dell’Unione Europea, un funzionario diplomatico stabile, che dipenderà dall’ambasciata d’Italia a Panama, ma solo per una questione giuridica interna. In pratica, starà costantemente a Santo Domingo e opererà come un incaricato d’affari”.

LE REAZIONI DELLA COMUNITA’ ITALIANA Proprio nei giorni scorsi, alcuni degli imprenditori italiani più noti e attivi nella RD hanno incontrato, fra gli altri, il direttore del nostro giornale, Miguel Franjul, per spiegargli cosa sta accadendo con l’ambasciata d’Italia e per chiedergli maggior attenzione al caso. In passato la comunità italiana ha organizzato proteste e raccolte di firme, petizioni online, oltre a una manifestazione davanti alla sede diplomatica tricolore, nella speranza di poter fare cambiare idea al governo italiano. Ma pare proprio che questa speranza ormai sia da abbandonare.

UNA DECISIONE DEFINITIVA” Abbiamo chiesto al sottosegretario Giro se la comunità italiana di Santo Domingo può sperare che la decisione di chiudere l’ambasciata d’Italia possa essere riconsiderata, se il governo italiano possa tornare sui suoi passi. Il rappresentante del governo è stato molto chiaro, categorico: “No, il decreto è stato firmato dal ministro degli Esteri, è passato al consiglio dei ministri, si tratta quindi di una scelta definitiva. Ci sarà comunque un funzionario diplomatico stabile, come ho spiegato, e dunque l’Italia manterrà la propria presenza nel Paese”.

COMUNITA’ ITALIANA MOLTO ATTIVA IN RD” Nella Repubblica Dominicana la comunità italiana è molto consistente e attiva. Alcuni numeri: 50mila italiani residenti nella circoscrizione consolare di Santo Domingo (di cui 8.500 regolarmente iscritti all’AIRE, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero), 130mila turisti che ogni anno visitano l’isola caraibica, oltre 400 imprese italiane registrate alla Camera di Commercio. Numeri che parlano da soli. Eppure l’ambasciata d’Italia si chiude e di fatto ad occuparsi della Repubblica Dominicana sarà l’ambasciata italiana a Panama, una sede diplomatica minore – per numero di iscritti AIRE e per presenza italiana – rispetto a quella in RD. Come mai questa scelta da parte del governo italiano? “Quando si devono operare dei tagli, si scontenta sempre qualcuno e si può pure sbagliare . Purtroppo – commenta il sottosegretario Giro – la situazione economica dell’Italia è quella che è. Non abbiamo chiuso solo Santo Domingo, ma anche altre sedi. E abbiamo rinunciato ad aprire altre ambasciate. Abbiamo chiuso più di una trentina di consolati nel mondo. Sono decisioni difficili che possono creare comprensibili malumori, ma sono decisioni necessarie”.

Una scelta obbligata, quella di chiudere l’ambasciata italiana, presa “per motivi di bilancio. Ce la impone la spending review”.

“UNA DIPLOMAZIA PIU’ LEGGERA” Il messaggio del governo agli italiani della RD? “Innanzitutto bisogna considerare che diversi Paesi dei Caraibi sono serviti da tempo anche da altre ambasciate, come quella di Caracas. Dobbiamo pensare a una diplomazia più leggera nel contesto di un restringimento generale della presenza pubblica, che riguarda sia l’Italia che l’estero. Stiamo studiando come MAE altri modi di essere sul territorio e il fatto di tenere aperta una sezione con un rappresentante diplomatico stabile è anche una sperimentazione. Stiamo provando a garantire comunque una presenza rilevante, ben sapendo quanto sia necessaria per i nostri connazionali, ben sapendo quanto sia importante la comunità italiana a Santo Domingo come in altri Paesi”.

AMBASCIATE EUROPEE PER IL FUTURO In futuro l’obiettivo è quello di avere ambasciate europee? “In alcuni casi è già così. Per i Paesi di nuova entrata si stanno già sperimentando queste forme. Perché purtroppo non possiamo più permetterci presenze più pesanti nel mondo come una volta e quindi dobbiamo immaginarci strumenti diplomatici più leggeri. La sperimentazione a Santo Domingo ci aiuterà a capire come fare meglio. L’idea è anche quella di creare ambasciate unite, ambasciate europee”.

GLI IMMOBILI SI VENDONO L’ambasciata d’Italia a Santo Domingo quindi chiuderà, il suo destino è già tracciato. Che fine faranno le sedi, quella dell’ambasciata e la residenza privata dell’ambasciatore? Gli immobili, di proprietà dello Stato italiano, saranno venduti o affittati. “C’è tutto un piano – che non riguarda solo Santo Domingo – di ricapitalizzazione di queste sedi, alcune saranno vendute, altre affittate. Anche questo fa parte della spending review”.

FORTI IRREGOLARITA’ NELLA CONCESSIONE DEI VISTI: INDAGA LA PROCURA DELLA REPUBBLICA Gli italiani che vivono nella RD si mettano dunque l’anima in pace. Inutile protestare, il dato è tratto. La vera domanda è la seguente: sarà in grado un funzionario diplomatico operante all’interno di una sezione dell’ambasciata dell’Unione Europea di garantire la rappresentanza diplomatica e soprattutto i servizi consolari? Su questo punto, su quello che riguarda i servizi consolari, Giro precisa: “Purtroppo l’anno scorso sono state rilevate delle forti irregolarità nella concessione dei visti da parte dell’ambasciata d’Italia a Santo Domingo. C’è stata un’ispezione e sono stati puniti alcuni funzionari. L’ambasciatore è stato cortese e ha lasciato il servizio. È tutto nelle mani della procura della Repubblica e vedremo la procura cosa farà e cosa deciderà. Questo è un punto da tener presente, perché quando si tratta di servizi, questi servizi devono essere senza macchia”.

Ma allora l’ambasciata chiude perché fonte di irregolarità? “No, le cose non sono collegate. Si chiude, come ho spiegato, per ragioni di bilancio. Detto questo, dobbiamo assicurarci che i servizi offerti siano rispettosi della legge. Naturalmente il funzionario incaricato che sarà stabile a Santo Domingo agirà considerando questo obiettivo prioritario; noi come Italia cercheremo di metterlo in condizione di fornire servizi trasparenti ai cittadini di Santo Domingo, ai dominicani come agli italiani”.

Insomma, chiusa l’ambasciata, il governo italiano punta tutto su una sezione all’interno dell’ambasciata dell’Unione Europea, che sarà coordinata da un funzionario diplomatico: “In questo modo abbiamo voluto garantire la nostra presenza stabile in Santo Domingo, ma anche la certezza di collegamenti operativi e servizi efficienti".

FRA ITALIA E REPUBBLICA DOMINICANA OTTIMI RAPPORTI In tutto questo, che dice il governo dominicano? Ha chiesto spiegazioni all’Italia sulla chiusura dell’ambasciata? “Sì – risponde il rappresentante del governo italiano -, ha chiesto motivazioni e noi le abbiamo date. Io stesso – informa – ho avuto un incontro con l’ambasciatore dominicano in Italia. E’ stato un incontro molto sereno, gli ho spiegato le nostre ragioni e gli ho anche confermato il nostro interesse a rimanere legati all’isola di Santo Domingo, per gli ottimi rapporti che esistono fra l’Italia e la Repubblica Dominicana”.

Twitter @rickyfilosa

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