Santo Domingo, Ravioli italiani conquistano la Repubblica Dominicana – di Ennio Marchetti

“Una mattina del 2009 mi sveglio alle 7.30 come tutti i giorni, a Fidenza faceva un freddo da cani, accendo la tv su TV Parma. Ero tutto indaffarato, per non arrivare tardi al lavoro, e vedo un politico, tutto vestito bene, che diceva: ‘Gli italiani si devono mettere in testa che il 2010 sarà un anno difficile, devono lavorare, fare sacrifici, molti sacrifici’. A quel punto ho detto a Gloria, la mia ragazza, che adesso lavora qui con me, ‘prepariamo le valige perché, da adesso in poi, cominciamo a pensare di andare a vivere in un Paese in via di sviluppo’. Sono saltati fuori il Brasile, la Repubblica Dominicana , il Vietnam, la Romania … Abbiamo pensato di unire l’utile al dilettevole, di trasferirci in un paese caldo e, quindi, dopo aver consultato un sito di un italiano che pubblicizzava Las Terrenas, siamo venuti qui in vacanza. Abbiamo voluto vedere con i nostri occhi e ci siamo innamorati del posto”.

Sebastian Passarello è un italiano di successo, uno di quelli che, con un duro lavoro, sono riusciti a costruirsi un avvenire in un Paese diverso dal proprio. Al Portillo di Las Terrenas ha impiantato “Hasta la Pasta ”, la sua nuova ditta, produce ravioli e pasta fresca di grande qualità e li distribuisce nei supermercati e negli hotel. Racconta: “Ho 32 anni, sono un esperto, un tecnico; vengo dal settore di produzione dei macchinari della pasta. Ho viaggiato in diversi Paesi del mondo montando macchinari per una ditta di Parma, la Italpast. Ho una mentalità imprenditoriale; lavorando per questa azienda, ho montato laboratori in tutto il mondo, anche per italiani che si sono messi a fare la pasta nei luoghi più diversi e che, anno dopo anno compravano macchine sempre più grosse. Si trattava anche di gente non esperta che, magari, prima, vendeva costumi e che aveva deciso di buttarsi in questo settore. Così mi é nata l’idea di fare qualcosa per conto mio”.

Quando cominciò la sua attività, a Las Terrenas, disponeva di macchine solo per produzione e, dopo 3 giorni, la pasta non era più vendibile fresca ma solo congelata. “Allora abbiamo pensato bene di comprare un impianto che ci consentisse di avere un prodotto fresco pastorizzato – prosegue -, confezionato sotto vuoto, in atmosfera modificata, per i supermercati. In questo modo il prodotto aveva una scadenza molto più prolungata. Il lavoro comincia a “girare” e Sebastian chiede rinforzi. Al Portillo, dall’Italia, arriva a dar man forte Jessica, la sorella, che si occupa dei ripieni. E, un poco alla volta, il marchio “Hasta la Pasta ” viene conosciuto a livello nazionale. “Nei supermercati si vendono 4 nostri prodotti, ma in realtà ne abbiamo 25 – spiega Sebastian Passarello – Abbiamo conchiglie da 30 grammi con salmone, gamberi e zucchine, le mezzelune di funghi, ecc. Volevamo fare qualcosa per i supermercati e altro specifico per ristoranti, hotel e resorts, per differenziare. Ad esempio, il nostro raviolo da 25/30 , non si trova al supermercato. Sono prodotti che riserviamo ai ristoranti. Ci dedichiamo al mercato nazionale, abbiamo venditori in ogni zona. Da poco tempo siamo presenti anche in quella che va da Boca Chica a Higuey. Vendiamo a Bavaro, Punta Cana, Cabarete, Sosua, Puerto Plata… Ci manca solo la zona di Santiago. Successivamente potremo anche pensare all’esportazione, continuando a produrre in questo paese, dove la mano d’opera costa meno. Però, se questo accadrà, dovremo necessariamente lasciare il Portillo. Ci siamo già detti che siamo dei viziati che vogliono fare la fabbrica, fare mercato e, al tempo stesso, vivere bene. Siccome adesso quello che ci è rimasto è vedere la spiaggia ma vederla solamente, senza poterne approfittare, perché il tempo per andarci non l’abbiamo, quindi fare la fabbrica nuova a Juan Dolio, a Nagua è lo stesso, perché tanto non riusciremmo a sfruttare il mare”.

Pensa in grande, Sebastian e ne ha ragione dato l’impatto positivo che “Hasta la Pasta ¨ ha avuto nella Repubblica Dominicana. Però non dimentica gli inizi e chi immediatamente ha avuto fiducia in lui: “A Las Terrenas il Punto Italia ci ha appoggiato da subito, appena siamo arrivati, a differenza di tantissimi altri italiani… perché caratteristica dell’italiano, mi dispiace dirlo, è snobbare il lavoro di un altro connazionale. Desidero, invece, ringraziare la comunità francese locale che mi ha supportato alla grande. Ultimamente anche i ristoranti italiani si sono interessati e stanno collaborando e, a sorpresa, sempre piú dominicani si avvicinano ai nostri prodotti”.

Il 2012 sarà l’anno di una ulteriore crescita. “Stiamo adottando nuove strategie. Il mio scopo non è tanto vendere al dettaglio quanto piuttosto ai resorts – confessa Passarello -. Per questo stiamo adottando nuove strategie di prezzo per arrivare dappertutto e per far sì che tutti possano comprare; per trasformarci in una grande fabbrica e, oltre alla pasta, stiamo importando anche macchine e materiale per confezionamento, che vendiamo e distribuiamo a chi ce ne fa richiesta”. Il suo carattere lo porta a esplorare, gli piace mettersi in gioco. Così l’idea iniziale di creare una piccola attività al dettaglio, è stata sostituita ben presto da mete molto più ambiziose. “Il prossimo anno entreremo nelle grosse catene di distribuzione – conclude – Ci presenteremo con una nuova grafica, con un prodotto di maggior durata.. ci sono dei progetti. Siamo a metà di dove vorremmo arrivare”.

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