Santo Domingo, ecco perché è folle chiudere l’Ambasciata d’Italia – di Ricky Filosa

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Nuovo governo, nuovo ministro degli Esteri. Addio Emma Bonino, benvenuta Federica Mogherini. Chissà se la nuova titolare della Farnesina avrà il coraggio di rompere gli schemi e di dire no alle scelte sbagliate e folli che il Mae ha preso negli ultimi mesi. Come la decisione di chiudere, entro settembre 2014, l’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo, l’unica sede diplomatica dei Caraibi, una zona del mondo in forte crescita e che riceve ogni anno decine di migliaia di turisti provenienti dal BelPaese; una zona del mondo nella quale decidono di trasferirsi in maniera definitiva sempre più connazionali.

Il MAIE Centro America, che ho l’onore di rappresentare, ha già criticato con forza la decisione della Farnesina e ha messo in atto molte iniziative volte a far capire al ministero il proprio errore. Come Movimento Associativo Italiani all’Estero, ma soprattutto come comunità italiana residente nella Repubblica Dominicana, abbiamo avviato una raccolta di firme, una petizione online, abbiamo organizzato una manifestazione pacifica di fronte all’ambasciata, abbiamo tenuto conferenze e incontri con la stampa locale. Non siamo rimasti con le mani in mano e continueremo a muoverci.

Intanto, giusto per chiarire le idee al nuovo ministro degli Esteri, che sul proprio tavolo di lavoro troverà – fra le altre cose – anche il dossier che riguarda la rete consolare e quindi l’ambasciata d’Italia a Santo Domingo, ecco alcuni dati su cui Mogherini potrà ragionare, per meglio valutare se davvero sia giusto chiudere una sede diplomatica come quella presente a Santo Domingo.

Quelli che riportiamo qui di seguito sono i dati relativi alla presenza dei connazionali e quelli concernenti l’attività consolare sostenuta dall’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo durante il 2013.

Nella circoscrizione consolare della Repubblica Dominicana vivono circa 50mila italiani, dei quali 8500 regolarmente iscritti all’AIRE. Oltre 100mila turisti italiani hanno visitato la RD nel 2013. Grande l’attività dell’Ambasciata: circa 16mila persone ricevute agli sportelli consolari (con 6 sportelli e un personale formato da 11 persone impiegate nei servizi consolari).

Gli atti rilasciati – secondo quanto ci informa la stessa Ambasciata – sono stati circa 13.000 così suddivisi: Nuove iscrizioni Aire: 1.452; Variazioni Aire: 461; Cancellazioni Aire: 305; Passaporti italiani: 927; Nascite: 265; Matrimoni: 716; Morti: 71; Riconoscimenti di figli naturali: 105; Dichiarazioni di valore: 155; Atti notarili (procure generali e speciali): 128; Certificazioni di esistenza in vita: 175; Notifiche di atti giudiziari: 106; Rinnovi patenti di guida: 115; Legalizzazioni di firme: 4.034; Sussidi e prestiti a favore di connazionali in difficoltà: 63; Visti nazionali con permanenza superiore ai 90 giorni (fino al 31.12.2013): 2.373; (*) Visti Shengen (fino al 15.6.2013): 1219 (*).

Società iscritte alle due Camere di Commercio italo-dominicane: oltre 400. Navi da crociera italiane giunte nei porti di Santo Domingo e La Romana: 120; Passeggeri trasportati dalle navi da crociera italiane (MSC, Costa e Aida): oltre 200.000.

Insomma, basta una attenta lettura di questi dati per capire che la scelta della Farnesina di chiudere l’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo oltre che dannosa per la comunità residente, è priva di logica e di visione politica, sia per l’immagine dell’Italia in questa zona del mondo, sia per le imprese tricolori che vi operano.

Ci auguriamo con forza che governo italiano e ministero degli Esteri possano tornare sulle proprie decisioni: tagliare va bene, va bene fare pulizia, siamo d’accordo sulla spending review, ma non sulla pelle degli italiani all’estero, non a scapito della qualità della vita della comunità residente nei Caraibi. E non va dimenticato il grande tributo al successo delle eccellenze italiane che il nostro Paese riceve qui e che bisogna cercare di mantenere in un mondo sempre più competitivo. Chi ha a cuore l’Italia, e gli italiani, dovrebbe piuttosto pensare ad ampliare la presenza di supporti logistici in un territorio a così alta concentrazione di connazionali.

(*) Dal 15 giugno 2013 i visti di turismo Schengen non vengono piu’ rilasciati dall’Ambasciata, che tuttavia continua ad emettere atti di rilascio o di diniego di Visti nazionali per ricongiungimento familiare, per lavoro e per studio (solo con permanenza superiore ai 90 giorni).

Twitter @rickyfilosa

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