Santo Domingo, Banì e le meraviglie della rotta del mango – di Ennio Marchetti

Baní si trova al sud della Repubblica Dominicana. C’é da chiedersi perchè, fino ad oggi, gli itinerari del turismo internazionale abbiano praticamente dimenticato questo pezzettino di paradiso nel sud del paese. Questo gli ha permesso di conservare intatta tutta la sua natura e la sua magia. La “rotta del mango by Campomar” é un nuovo itinerario, promosso da Villas Campomar, che ha come obiettivo lo sviluppo turistico della zona di Baní, facendola conoscere a livello internazionale come destinazione di grande bellezza nella Repubblica Dominicana. In un solo giorno, ci permette di scoprire queste meraviglie. Sicuramente, al termine di queste ore, trascorse tra tenute, mare, saline, manglares, dune e bellissime spiagge, sará forte il Desiderio di fermarsi qualche giorno in piú, per conoscere meglio questi luoghi meravigliosi.

“La provincia Peravia – dicono le note della rotta – é ubicata nella subregione di Valdesia, lungo la costa sud della Repubblica Dominicana. Dopo Ocoa, é la terza provincia piú piccola della R.D. Occupa appena 997.56 km quadrati, dei quali meno del 10% corrisponde alla pianura costiera. Il resto del territorio é montagnoso. Ha due Municipi: Baní e Nizao e 9 distretti municipali: Santana, Pizarrete, Catalina, Carretón, Paya, Villa Sombrero, Matanzas, Villa Fundación e Sabana Buey. Nonostante l’esiguitá del suo territorio, Baní possiede un vero mosaico di ecosistemi che vanno dai paesaggi costieri, tanto di spiagge como di dirupi rocciosi, di boschi secchi subtropicali, i boschi di transizione dal secco all’umido, i boschi umidi ed i paesaggi desertici. Possiede l’agglomerato piú grande di dune dei Caraibi, la baia piú bella e storica del paese ed uno dei laghi artificiali piú grandi dell’isola. La biodiversitá é molto variata. Vi si trovano 6 specie vegetali che solo esistono a Baní. Vi sono diverse espressioni folckloriche, uniche nel proprio genere, come il ballo della Sarandunga e il canto dei “chuines”, che riflettono l’influenza tanto africana come spagnola. La sua gastronomia pure possiede qualitá molto particolari soprattutto per la produzione dei dolci. Questa regione é molto antica ed ha valori storici di somma rilevanza: partecipa da protagonista nelle guerre di Indipendenza e Restaurazione, vari presidenti della Repubblica, letterati di fama internazionale (Francisco Gregorio Billini, Hector Inchastegui Cabral), la costruzione dei primi canali di irrigazione del paese, ecc.". (…).

La prima tappa della “rotta del mango” prevede la visita alla cattedrale di Nuestra Señora de la Regla. L’immagine della Vergine della Regola fu fatta dipingere dallo stesso Sant’Agostino, dottore della Chiesa, quando era vescovo di Epona, nel Nord dell’Africa. Tredici anni dopo la morte di Sant’Agostino (443), Epona fu attaccata dai vandali ed i monaci dell’ordine agostiniano furono costretti a scappare in Spagna. Quando vi arrivarono sistemarono l’immagine di fronte al mare. Li crebbe la devozione e si costruí il monastero della Regola. Nel secolo VIII i monaci dovettero fuggire per l’invasione dei mori e nascosero la Nostra Signora della Regola nei pressi del monastero. Nel secolo XIII, dopo la vittoria di Afonso il Saggio, la Santissima Vergine, apparendo ad un canonico della cattedrale di León, gli insegnó il luogo dove era sotterrata la sua immagine e gli chiese di dissotterrarla per riportarla all’antico santuario. Il canonico obbedì e, quando si trovò nel luogo, riposando sotto un fico, sentí una voce angelica che, dal centro della terra, gli diceva: “Questo é il mio luogo”, voce che, ripetuta, confermò al canonico la dolce speranza di trovare l’immagine. Lavora con entusiasmo e fede in quel luogo e “Oh miracolo!” (esclama nella sua narrazione fra’ Tomas de Herrera) trova il sacro deposito e la lampada accesa. Si conserva ancora un calice di quelli sotterrati con immagine sacra. La Signora fu resituita al suo tempio e si costruisce sul luogo una piccola cappella.

La “rotta” prosegue con la visita ad una tenuta di mango – Baní é considerata la capitale del mango -, un prodotto che ha bisogno di meno acqua dell’aguacate, una temperatura piú alta, ragione per la quale, diversamente da altri luoghi, richiede meno quantitá di pioggia, perchè, quando piove molto, cadono i fiori e la produzione è minore. Inoltre i suoli della provincia di Peravia hanno maggior profonditá, permettono un migliore sviluppo delle radici, sono terreni che non trattengono l’umiditá. Questo spiega che sebbene altre province hanno desiderato produrre mango in scala nazionale ed internazionale non hanno ottenuto questo obiettivo.

Dopo il pranzo, bisogna visitare i “manglares”, un tipo di albero formato da piante (mangles) che tollerano molto bene il sale e che occupano la zona tra la terra ed il mare vicina alla foce di corsi d’acqua dolce delle coste delle latitudini tropicali. Hanno un’enorme diversitá biologica con un’alta produttivitá ed ospitano un gran numero di speci di uccelli cosí come di pesci, crostacei, molluschi, ecc. Servono da habitat per numerose specie ed offrono una protezione naturale contro le catastrofi provocate da venti forti, onde prodotte da uragani, compresi maremoti. Rappresentano un ricorso insostituibile nell’industria del legno (legno pesante, di grande lunghezza, con fibra larga e resistente all’umiditá) e dei tannini usati in tintoria.

Non puó mancare una interessante visita alle saline. In America le culture precolombiane commerciavano con sale e si sa che i Maya lo usavano come moneta. Durante la conquista dell’America, i centri di produzione di sale si trasformarono in uno degli obiettivi principali da raggiungere. (…)

Baní é terra dei grandi contrasti e cosí, visitando le sue dune, ci sembra di trovarci in un deserto africano. Si trovano nella penisola di Las Calderas, tra i paesi di Matanzas, Las Calderas e Las Salinas. Il campo di dune occupa tutta la penisola e si estende per circa 15 km in linea retta in direzione est-ovest, nella sua massima larghezza, in direzione nord-sud, il suo massimo é di 3 km pero generalmente é minore. Le sabbie di queste dune sono fini e ben selezionate, ricche di quarzo e di feldspato. L’altezza massima raggiunge i 35 metri e si calcola, in forma approssimata, che esistano 117 milioni di metri cubi di sabbie fini azzurre in questa area naturale protetta, che presenta una gran bellezza che non ha paragone in nessuna altra regione dell’isola”.

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