Santo Domingo, ancora fortissimi disagi dopo chiusura ambasciata

L’On. Francesca La Marca è intervenuta ieri nella Commissione esteri della Camera in replica alla risposta che il Sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova ha dato alle interrogazioni sulla chiusura dell’Ambasciata di Santo Domingo. La Marca, cofirmataria dell’interrogazione dell’On. Mongiello, ha preso la parola dopo la replica di Della Vedova.

La deputata democratica ha ricordato di avere presentato nel giro di alcuni mesi ben due interrogazioni al Governo, raccogliendo la diffusa e forte protesta dei connazionali e chiedendo il ripristino dell’Ambasciata. Ha sottolineato che, pur a seguito di provvedimenti restrittivi di natura finanziaria, si è commesso certamente un errore a decidere la chiusura, sia per il fatto che l’Ambasciata aveva un bilancio non critico, sia per la consistenza delle presenza di italiani, valutabile di fatto, al di là dei dati AIRE, in 30-40.000, in circa 400 imprese e in oltre 100.000 turisti italiani all’anno. La rappresentazione dei servizi compensativi, fatta di solito dal MAECI, è molto ottimistica, se confrontata alle innumerevoli e vibranti proteste che provengono dalla popolazione locale.

La parlamentare ha concluso affermando di riservarsi ulteriori azioni in futuro e ribadendo la richiesta della creazione di un ufficio consolare che nella sua risposta lo stesso Sottosegretario non aveva escluso. Si tratterebbe di un segnale positivo in grado di dare risposte concrete alle esigenze dei nostri connazionali. 

Nella sua risposta all’interrogazione, il Sottosegretario Della Vedova ha ripercorso il tortuoso iter che ha portato il MAECI ad includere l’Ambasciata di Santo Domingo nell’elenco delle strutture da superare, a seguito dei provvedimenti restrittivi della spending review risalenti al 2012. Il provvedimento di chiusura, com’è noto, aveva creato gravi disagi sia ai connazionali residenti nel paese caraibico che agli abitanti dello stesso. Esso era stato annullato dal TAR a seguito di un ricorso presentato dall’Associazione “Casa de Italia”, ma successivamente il Consiglio di Stato ha ribaltato il pronunciamento del TAR, confermando la determinazione del MAECI.

Il Sottosegretario ha fatto una serie di riferimenti ai servizi compensativi predisposti: attivazione di due consoli onorari, affidamento delle funzioni di stato civile agli stessi consoli, permanenza periodica di funzionari dell’Ambasciata di Panama, a cui è stata affidata la competenza diplomatica anche su Santo Domingo, con il compito di raccogliere i dati biometrici per i passaporti, affidamento in outsourcing del servizio visti, accreditamento presso le autorità locali dell’Ambasciatore italiano in Panama come ambasciatore non residente di Santo Domingo, sezione distaccata dell’Ambasciata italiana a Panama presso la Delegazione UE di Santo Domingo.

Il rappresentante del Governo, tuttavia, non ha potuto tacere i ritardi con cui tali misure sono entrate a regime e i conseguenti gravissimi disagi personali ed economici dei residenti a Santo Domingo, costretti a recarsi in aereo a Panama per il disbrigo delle pratiche correnti.

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