Sanremo, Gigi D’Alessio: Bertè? Non è sedotta e abbandonata

Non solo l’ha spinta a tornare a Sanremo dopo la squalifica del 2008, ma l’ha anche convinta a tingersi i capelli e a comprarsi un tailleur da ‘sciura’. E non e’ finita qui: Loredana Berte’ ‘non sara’ – garantisce Gigi D’Alessio – sedotta e abbandonata’ all’uscita dell’Ariston, dove i due interpreteranno in coppia il bel pezzo funky ‘Respirare’ e ospiteranno Macy Gray nella cover di ‘Almeno tu nell’universo’ di Mia Martini.

Dopo il festival, il 44enne napoletano le produrra’ un album di cui lei sara’ proprietaria ‘e che verra ‘distribuito dalla Sony, altrimenti me ne vado’. D’Alessio scrivera’ alcuni brani, mentre un altro dovrebbe arrivare da Bennato e un altro ancora da Pasquale Panella, che firma una curiosa prefazione per il nuovo album di inediti di Gigi, ‘Chiaro’, che uscira’ il 15 febbraio e conterra’ anche un altro duetto, quello con Macy Gray nell’intensa ballata d’amore ‘Io saro’ per te’. Brano romantico e arioso che ai critici e’ sembrato perfetto per l’orchestra di Sanremo, forse addirittura piu’ azzeccato del funky ritmato di ‘Respirare’, che sul disco ha anche un remix di Fargetta. Ma il pezzo con la cantante inglese – racconta D’Alessio – ‘e’ entrato al novantesimo minuto e un po’ per caso’. Inizialmente, infatti, Gigi aveva pensato a Nina Hagen per accompagnare lui e la Berte’ nella serata del giovedi’ ma, abbandonata l’idea di avere due donne cosi’ imprevedibili al suo fianco, ha chiamato Macy Gray, affidando a un tecnico il compito di mandarle il provino con il brano. Il fonico si e’ sbagliato e le ha mandato ‘Io saro’ per te’, di cui lei si e’ innamorata, tanto da scrivere la sua parte in inglese. La Gray sara’ comunque all’Ariston per accompagnare la strana coppia in ‘Almeno tu nell’universo’: ‘E’ stata una mia idea, Loredana non voleva farlo per il confronto, ma – racconta D’Alessio – le ho detto ‘tu sei la sorella, se non la fai tu su questo palco chi lo deve fare?”. Vinte le resistenze della Berte’, pare che l’esecuzione ‘sia stata di grande commozione, con Morandi, Mazzi e Presta in lacrime’. Per riportarla a Sanremo, invece, Gigi non ha avuto bisogno di convincerla: ‘le ho detto ‘guarda che prenderemo un sacco di critiche’ e la parola piu’ dolce che mi ha detto e’ stata ‘non me ne frega un c…o’. Comunque, garantisce Gigi, ‘dei due il pazzo sono io, lei si sta comportando in maniera eccezionale’. Forse perche’ ‘si e’ sentita protetta e ha tanto bisogno di protezione perche’ non ha avuto solo un Sanremo, ma un’intera vita travagliata’.

Di dolori ne sa qualcosa anche D’Alessio, che in ‘Chiaro’ esplora sonorita’ inedite, dal reggae al funky al r’n’b, e affronta lutti come la perdita del fratello maggiore, avvenuta un anno fa, e cantata in modo commovente nella ‘Lettera da Pietro’, dove immagina che colui che se ne e’ andato scriva alla moglie per rincuorarla, raccontandole di quel posto dove ha trovato la pace e non ha piu’ bisogno di cure. E poi l’imprevedibile reggae di ‘C’era una volta un re’, dedicato al padre che non ha mai accettato un regalo dal figlio divenuto celebre e si comprava persino il biglietto per assistere a un suo concerto, ma guai a toccargli il lucido per le scarpe e il posto a capotavola. Non mancano ovviamente le canzoni d’amore piu’ tipicamente alla D’Alessio come ‘Cronaca d’amore’ e quelle in dialetto napoletano, ‘lingua’ – precisa il suo alfiere – che ci rappresenta al pari dell’italiano nel mondo. E che per questo finira’ anche nell’album e dvd ‘Primera fila’, che verra’ registrato a Citta’ del Messico a giugno e pubblicato a settembre in 22 paesi del Sudamerica, in vista del tour che partira’ in autunno e fara’ tappa prima in Europa, poi in Italia, Canada e America e infine nei paesi latini. Nei live italiani, Gigi conta di ospitare Loredana, ‘anche per farle cantare pezzi suoi’. Ma prima li vedremo insieme a Sanremo, ‘dove sto andando a presentare un progetto perche’ – sottolinea – e’ la fiera della canzone’. A tutti piace vincere, ma per D’Alessio, 12 milioni di dischi venduti, il festival e’ prima di tutto ‘un amplificatore’: ‘quello che fai li’ in una settimana – conclude pragmatico – non lo fai in sei mesi di promozione’.

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