Sanremo, Bella terza serata con residui veleni – di Carlo Di Stanislao

Ospiti illustri, belle canzoni, duetti azzeccati e, finalmente, presentatori in ruolo. E’ stata molto piacevole la terza serata del festival canoro più famoso d’Italia: tributo alla nostra Nazione (il titolo della puntata era appunto “Viva l’Italia”), con i  14 big in gara che hanno eseguito altrettanti brani famosi del nostro patrimonio canzonettistico, con star internazionali.

E si giunge al sublime con Marlene Kuntz e Patti Smith che cantano  "Impressioni di settembre” e con Irene Fornaciari che intona, emozionata sino alle lacrime, "Uno dei tanti", con Kerry Ellis, accompagnati dalla fantasmagorica chitarra di Bryan May. 

E poi ancora Arisa con Jose’ Feliciano, con "Che sarà"; Francesco Renga con Sergio Dalma con "Il mondo” Pierdavide Carone e Lucio Dalla con Mads Langer, per "Anema e Core”. La stampa accreditata ha premiato (noi condividiamo) Patti Smith con i Marlene, anche se meritavono anche Bregovic con Samuele Bersani, Nina Zilli con Skye dei Morcheeba, Noa con Finardi e, come detto, Brian May dei Queen con Irene, che hanno fatto rivivere la grande stagione del rock sinfonico, entusiasmando fino al parossismo la sala.

Da dimenticare, invece, Dolcenera con il professor Green, i Matia Bazar con Al Jarreau ed anche José Feliciano, che ha fatto solo un patetico “effetto nostalgia”, con Arisa, che sembrava, al solito,  piovuta dal passato.

Quanto all’ospite, Morandi ha cercato di andare un po’ oltre il gossip con Federica Pelligrino, interrogata anche sul suo no come portabandiera dell’Italia alle Olimpiadi di Londra e convinta che il suo scopo sia quello di puntare all’oro, piuttosto che stancarsi in una cerimonia lunghissima e stancante. Sarà anche vero, ma mi sorprendo a pensare che invece si sentirebbe onorata dello stesso ruolo una che italiana è sola a metà: Josefa Idem, che da Fazio, 4 sere fa, ha detto che, se le facessero portare il Tricolore lei “accetterebbe con entusiamo”.

Comunque, dicevamo, una serata piacevole, dopo i terremoti del “Cele-sermone” e le grazie inguinali (non gradite dalla Fornero) di Belen e dopo le polemiche per i 650mila euro persi, nella prima serata, a causa del break pubblicitario inspiegabilmente non andato in onda. “I problemi sono nati dal blocco del sistema di votazione – ha cercato di spiegare il direttore Mauro Mazza – che ha modificato tutta la scaletta”. Ma, dicono i soliti giornalisti ben informati, si sono concatenati più fattori: Luca e Paolo che all’inizio dello show si sono “allungati” di molti minuti, poi l’arresto del server delle votazioni che ha scompaginato ulteriormente e infine il diktat di Celentano che aveva imposto di non interrompere il suo intervento in alcun modo con gli spot.
Come scrive sul Giornale la sempre velenosa Laura Rio, anche di questo, comunque, si chiederà conto nelle prossime settimane agli organizzatori del Festival e anche questo peserà sulla valutazione del direttore Mazza. Ieri, in Cda, i consiglieri hanno infatti deciso di rimandare le decisioni a Festival finito, per non alimentare le polemiche.

E intanto il direttore di Raiuno ha inviato ai consiglieri una lettera in cui sottolinea che la responsabilità di quando detto da Celentano non può essere attribuita a lui, poiché sul contratto non c’è la sua firma, bensì quella della Lei. E davvero non ha tutti i torti, visto che la decisione di accogliere “il re degli ignoranti” al Festival è stata avallata dai vertici supremi. La Lei, alla sua area cattolica, non dovrà solo spiegare la “farfallina” esposta della Belen, generoso in forme ed epidermide proibita, ma anche il Celentano scatenato contro la chiesa che conta e le molte parolacce nelle bocche di Luca e Paolo e del sempre agitatissimo Papaleo.

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