“Sanremo? Avrebbero potuto farlo presentare direttamente a Di Maio”

Parla il marchese Fulvio Abbate: “Immigrazione? Il futuro è il meticciato, se ne facciano tutti una ragione”

Il marchese Fulvio Abbate, parlando a Radio Cusano Campus, sul festival di Sanremo ha detto: “La battuta più bella l’ha fatta mia figlia Carla, che ha 15 anni. Ha detto che sembrava Piazza Pulita di Formigli. Io non trovando tutto particolarmente esaltante ho detto che avrebbero potuto farlo presentare direttamente a Di Maio. Sarebbe stato perfetto”.

“Per anni tutta una serie di miei colleghi veltroniani che nella vita non hanno mai conosciuto un vero orgasmo si trovavano per vedere il festival di Sanremo mangiando patatine e nutella. Io a un certo punto non resistevo e me ne andavo. Meglio andare a zoccole sulla Salaria che piuttosto che assistere a questo terrificante rito conformista. Si può guardare Sanremo, ma percependolo in tutta la sua miseria. Quelli invece lo guardavano convinti”.

Sui fatti di Macerata: “L’intervento della giustizia deve essere pesantissimo. La piccola borghesia è rimasta fascista nel cuore. Il fascismo è una forma di semplificazione. Vorrei vedere Salvini a Lampedusa con le braccia aperte, forte di un suo ruolo istituzionale, che ferma i flussi. L’immigrazione va gestita, parliamo di esodi planetari. Perché quando vediamo film come America America ci commuoviamo e poi non comprendiamo il dramma che vivono queste persone? Poi è ovvio che esiste un problema di delinquenza. Ma è una questione di ordine pubblico, che uno Stato degno di questo nome deve saper gestire. Il futuro dell’Italia e dell’Europa è il meticciato. L’idea che i nostri parenti siano migliori dei negri, come li chiama qualcuno, è assolutamente delirante”.

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