Sanremo 2018, Malgioglio: “Ecco perché ho vinto io”

Sulle canzoni: "Ce ne sono state alcune belle, alcune quasi piacevoli e alcune completamente da dimenticare. Mi piaceva molto quello dei The Kolors”

Cristiano Malgioglio sul festival di Sanremo appena terminato: “Io ho vinto Sanremo. L’ho vinto perché grazie a quello che avevo sostenuto io è stato dato un premio alla carriera a Milva. E’ stata la più grande vittoria di tutta la mia vita, come se avessi vinto un Oscar. E quel momento nella quarta puntata ha fatto lo share più alto di tutto il festival. Mi sono commosso, è stato un piccolo miracolo, questa donna ha dato tanto all’arte, è stata diretta dai più grandi direttori d’orchestra, ha respirato per oltre 50 anni l’aria di tutti i palcoscenici, canta in nove lingue, ha imparato il tedesco e il greco. Ha fatto più festival di Sanremo lei che tutte le altre donne. Un premio per lei era dovuto. Non c’è nessuna donna nel mondo dello spettacolo italiano che ha fatto quello che ha fatto Milva. Fosse nata in America avrebbe già una statua al Metropolitan. Sono molto felice”.

Sulle canzoni: “Ce ne sono state alcune belle, alcune quasi piacevoli e alcune completamente da dimenticare. Mi piaceva molto quello dei The Kolors, mentre mi ha deluso Mario Biondi. Lui è meraviglioso quando canta in inglese, ma in italiano si è perso tutto. Molto belli alcuni arrangiamenti. Quello delle Vibrazioni era favoloso. La vecchia che balla è avanspettacolo. Hanno fatto quanto ha fatto l’anno scorso Gabbani. Lui è stato molto più generale rispetto a questa signora avanti con l’età. Avevo il terrore si facesse anche male. Non c’è bisogno di portarsi queste persone dietro per fare spettacolo, così non si apprezza la canzone, gli occhi vanno sul contorno”.

“Molte canzoni di questo Festival mi fanno ricordare i debiti che per fortuna non ho. Troppa malinconia, troppa solitudine, troppa nostalgia. La canzone più festivaliera di tutte era quella di Luca Barbarossa, che però ha sbagliato il titolo. Passame er sale sembra una cosa da bagaglino. La sua è una bellissima canzone, ha un testo pazzesco, ma il titolo è sbagliato. Mi hanno fatto malinconia Elio e le Storie Tese. Sono lontani i tempi della Terra dei cachi. Sarebbe stato belle vedere i Pooh tutti insieme. Tra i giovani carino quello che ha vinto, ma il più interessante era Mudimbi. Sul palco si muoveva straordinariamente bene. Faccio il tifo per lui”.

Applausi per la Vanoni: “Annalisa mi è piaciuta, bella voce e bel personaggio. La canzone di Moro e Meta è gradevole, ma non fa parte delle mie corde. Straordinaria Ornella Vanoni. E’ stata molto elegante, quando è arrivata lei si è mangiata tutti. Peccato per quel duetto con Preziosi. Io sono pazzo di lui, fossi donna gli farei una grande dichiarazione d’amore, ma uno che duetta con una diva come la Vanoni deve fare il cantante, non l’attore. Preziosi è meraviglioso da vedere in teatro, in quel contesto lì ha perso. Era completamente stonato. Penso che queste canzoni, comunque, arriveranno fino a Ventimiglia e non andranno oltre. Non c’è la musica che può andare all’estero. Gli unici internazionali sono stati i The Kolors. Dovremmo mandare loro al festival di Lisbona”.

Su Favino: “Al posto di Favino avrei preferito Preziosi sul palco. La sua bellezza è incredibile. Favino è un bravissimo attore ma tra i due preferisco Preziosi. Poi i gusti sono gusti. Comunque è stato bravissimo, molto spiritoso. Però Preziosi ha qualcosa di più, una bellezza diversa. Favino se l’è cavata molto bene, i testi erano studiati alla perfezione. Di improvvisazione ce n’è stata poca”.

Su Michelle Hunziker: “Bravissima, anche se l’abito da principessa Sissi che ha indossato io lo avevo già messo a un carnevale di quattro anni fa. A Rio. Lei è sempre spigliata, molto carina, perfetta. Non ha sbagliato niente. Grande professionista”.

Su Baglioni: “Molti si sono lamentati perché non mi ha chiamato quando ha dato il premio a Milva, ma io sul palco non c’entravo niente. C’era la figlia, giusto così. Quando ho assistito alla premiazione mi è scesa una lacrima, è stato il momento più bello del mio Festival di Sanremo. A tratti sembrava un Baglioni & Friends, però è riuscito nella sua impresa, ha avuto un grande seguito. C’è pure da dire che negli anni passati Carlo Conti ha seminato benissimo”.

Il rammarico: “Mi sarebbe piaciuto vedere più donne in questo Festival. Avrei voluto vedere la Bertè, che non è andata a Sanremo perchè Baglioni le aveva imposto una canzone di Antonacci. Mi sarebbe piaciuto vedere Marcella. La Rettore. E anche un ritorno di Anna Oxa. Sarebbe stato bello avere un festival più femminile. Con donne che hanno glamour”.

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