Sanità, il primario del caso Vendola: ‘Sono incazzato come una bestia’

‘Come sto?, come mi sento? Sono incazzato, incazzato come una bestia, perche’ ho sempre lottato, tanto, tantissimo, per i pazienti e la loro dignita’ e non ho dormito stanotte pensando al fatto che ora vengo trattato alla stessa stregua di quelli che sulla sanita’ ci mangiano’. E’ lo sfogo del prof. Paolo Sardelli, la cui nomina a primario di chirurgia toracica all’ospedale San Paolo di Bari e’ al centro delle indagini che riguardano il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, indagato, insieme con l’ex dg della Asl di Bari, Lea Cosentino, per concorso in abuso d’ufficio proprio per aver favorito questa nomina.

Il prof. Paolo Sardelli, con un curriculum prestigioso, dirige al San Paolo il reparto di chirurgia toracica divenuto sotto la sua guida ‘di eccellenza’. ‘Non sono incazzato con qualcuno – spiega Sardelli a colloquio con l’Ansa – ma con un sistema che accusa chi si impegna, che butta nella merda quelli che lottano per una buona sanita”.

‘Sono arrivato al policlinico di Foggia – dice – nel febbraio del 2004 quando c’era la giunta Fitto e trovai una situazione disastrosa, non c’era nulla, non esisteva un reparto. Andai al Dg della Asl e gli chiesi di fare qualcosa, ma non si mosse nulla. Chiesi un incontro con Fitto e gli spiegai la situazione e il giorno dopo iniziarono i lavori: ben presto arrivarono pazienti da numerose citta’ d’Italia. Ed e’ a Foggia che, nel 2007, ho fatto il primo trapianto da cadavere con la collaborazione del primario di Barcellona e della banca di tessuti spagnola: un evento unico’. ‘Fu in quella occasione – racconta Sardelli – che mi sentii per la prima volta con Vendola, mi telefono’ per complimentarsi. Non lo conoscevo’.

‘Dicevano tutti – racconta Sardelli – che ero un uomo della destra, un uomo di Fitto. Ma la verita’ e’ che i governi si sono alternati e il mio interesse unico era solo quello di portare in Puglia una sanita’ eccellente’.

‘Nel 2008, quando ero a Foggia, fui chiamato dalla Cosentino che mi disse ‘ho sentito che lei e’ un fuoriclasse e vorrei che venisse a Bari, tramite concorso”. ‘Io – racconta Sardelli – le risposi che non sarei mai potuto entrare in un reparto, quello del San Paolo, dove non c’era climatizzazione, dove c’erano quattro bagni per 25 posti letto: Le sembra decoroso – le dissi – per i cittadini? Le sembra decoroso che tutti gli infissi vengano coperti di cerotti d’inverno da medici ed infermieri? Le sembra giusto che i pazienti vengano sbranati dalle zanzare? E quindi le anticipai che non avrei partecipato a quel bando con il reparto in quelle condizioni’.

‘Cosi’ come feci per Foggia – aggiunge il prof.Sardelli – proposi un progetto per il San Paolo’. ‘Nel marzo del 2009 ho ricevuto una seconda chiamata da Vendola, era a Milano, e mi disse: ‘la Puglia e’ un cantiere, dobbiamo lavorare per il bene della comunita’. Io risposi: ‘se il reparto lo prendero’ io, Le prometto che lo portero’ su, ma anche se quel reparto lo prendera’ qualcun altro deve essere un reparto a dimensione d’uomo’. ‘Lei mi fa commuovere sempre’, mi rispose Vendola che aggiunse: ‘se ci sono problemi mi mandi un sms a questo numero”. ‘E lo feci, lo feci – racconta Sardelli – quando mi dissero che non c’erano soldi per mettere le zanzariere, gli infissi e i water. Scrissi a Vendola. Ora in quel reparto ci sono le serrande elettriche’.

Infine arriva il mese di marzo del 2009 quando Sardelli vince il concorso: ‘Fui giudicato sulla base dei titoli, il migliore in assoluto, su cinque persone. Nel giugno del 2009, dopo aver vinto il concorso, dovevo ratificare la firma ma non presi servizio e sa perche’? Perche’ nel reparto c’era la climatizzazione ma mancava la biancheria, non c’erano i materassi, i tavolini. Andai in ogni stanza, calcolai i centimetri per il guardaroba. E dissi ‘prendo servizio a settembre ma in questi tre mesi deve essere messo tutto a posto, i pazienti devono avere un luogo dignitoso’. E questo mentre a Foggia battagliavano perche’ non andassi via, perche’ mi stimavano’. ‘Quando a settembre presi servizio al San Paolo – dice ancora Sardelli – ho visto che le pulizie si facevano solo per due ore al giorno e non c’erano il sabato e la domenica. Andai dai direttori, sanitario e generale, e mi dissero che gli ausiliari erano insufficienti. Io minacciai di tornare a Foggia e loro mi risposero: ‘se ne torni a Foggia’. Mandai un altro sms a Vendola. Chiesi di essere ricevuto. Cosi’ fu. Vendola comincio’ a fare telefonate e le pulizie ora al San Paolo ci sono tutti i giorni, sempre. Questa e’ la verita’: bisogna battagliare perche’ le cose funzionino’. ‘Questa storia? Cosa posso averci guadagnato io? Il mio stipendio e’ uguale a quello che avevo a Foggia. Se i magistrati lo vogliono, io andrei anche domani da loro per essere ascoltato. Di vero – conclude – c’e’ solo che ora il reparto del San Paolo e’ tra i primi tre centri d’eccellenza d’Italia. Ma questo ora non conta niente, io oggi sono per tutti il medico amico di Vendola, proprio io che lotto da una vita’.

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