Salvini, “sabato 8 dicembre tutti in piazza per dire a Bruxelles di lasciarci lavorare” [VIDEO]

Il vicepremier e ministro dell’Interno: “In piazza del Popolo a Roma, per l'Immacolata, con il sorriso, pacificamente, saremo in tanti per dire ai signori di Bruxelles di lasciarci lavorare, di lasciarci vivere”. E sull'indagine che riguarda il caso Diciotti, "richiesta archiviazione"

“Il decreto sicurezza sara’ in aula lunedi’. Ieri battaglia in commissione al Senato ma decreto sicurezza e immigrazione chiuso. Fra martedi’ e mercoledi’ sara’ legge”. Cosi’ il ministro dell’Interno Matteo Salvini, in un video postato su Facebook. “I giornali parlano di spaccatura Lega-M5S ma – aggiunge il sottosegretario Nicola Molteni – non c’e’ stato un voto in cui non ci sia stata compattezza nella maggioranza”.

A proposito di immigrazione, tema molto caro al vicepremier: “Ho dato il massimo da ministro per bloccare gli sbarchi e gli arrivi. A oggi siamo scesi da 111 mila dell’anno scorso ai 21 mila di quest’anno. Taglio secco di novantamila sbarchi di persone che non fuggono dalla guerra. Lunedi’ faro’ un salto in Ghana per firmare un accordo di cooperazione perche’ i loro ragazzi restino li’ a studiare e crescere anziche’ venire a non far nulla o a far casino in giro per l’Italia”.

IN PIAZZA SABATO 8 DICEMBRE

“Sabato 8 dicembre – in tantissimi lo avete chiesto – abbiamo scelto di esserci in prima persona, fisicamente, non solo online. Sabato 8 dicembre alle 12, a piazza del Popolo, a Roma, per l’Immacolata, con il sorriso, pacificamente, saremo in tanti per dire ai signori di Bruxelles di lasciarci lavorare, di lasciarci vivere. La manovra a cui stiamo lavorando fa crescere l’Italia, niente e nessuno ci fara’ tornare indietro, mai piu’ un’Italia serva. Riempiremo Piazza del Popolo, ci faremo un mega selfie e lo mandiamo a Juncker, gli manderemo un bel Caffe’ Borghetti per fargli digerire che l’Italia ha deciso di crescere”.

“SUPERATE LE TENSIONI CON DI MAIO”

“Sono state superate le incomprensioni con Di Maio della metà di ottobre. Dopo cinque mesi di accordo completo, le prime tensioni ci stavano. Sono cose limitate e superabili. In passato ho visto ben altro…”. Così Matteo Salvini a Bruno Vespa per il libro “Rivoluzione. Uomini e retroscena della Terza Repubblica” in uscita da Rai Eri Mondadori il 7 novembre.

“Per il reddito di cittadinanza cercheremo di avvicinarci il piu’ possibile al reddito di autonomia della Regione Lombardia che funziona benissimo ed e’ stata premiata a Bruxelles come esempio delle politiche attive”. “Finora i centri per l’impiego sono stati utili soltanto ai formatori. Se sui formatori investiamo un miliardo, ci avviciniamo alle medie europee. La previsione e’ di partire a marzo”.

“Dopo la Tap, si faranno anche il Terzo valico, le pedemontane, le superstrade, il tunnel del Brennero…”. A Vespa che gli ricorda la contrarieta’ del M5s a quest’opera, Salvini risponde: “Ragazzi, siamo al 40% dei lavori. Si va, si va…”.

Rispetto alle infrastrutture da realizzare l’unico punto sul quale il vicepremier non scioglie la riserva e’ la Tav: “Noi non rinunciamo alla nostra grande visione sulle opere pubbliche strategiche. Ma ci siamo impegnati per contratto a guardare i numeri. I numeri non mentono e ci diranno se bloccare quest’opera ci costera’ troppo o no e se e’ al passo con i tempi”.

SUL CASO DICIOTTI RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE

“Sullo sbarco la scelta politica è insindacabile”. Ha motivato cosi’ la Procura di Catania la richiesta di archiviazione per il ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso della nave Diciotti. “Il ritardo e’ giustificato dalla scelta politica, non sindacabile dal giudice penale – precisa il procuratore Carmelo Zuccaro – per il principio della separazione dei poteri, di chiedere in sede europea la distribuzione dei migranti (il 24 agosto si e’ riunita la commissione europea a Bruxelles, ndr) in un caso in cui secondo la convenzione Sar internazionale sarebbe toccato a Malta indicare il porto sicuro”.