Salvini a Matrix, “il governo del cambiamento se lo beccano tra tre mesi”

Matteo Salvini a Matrix: “Quel programma rimane, torna buono tra due-tre-quattro mesi. Il governo del cambiamento l'hanno evitato adesso, ma se lo beccano tra tre-quattro mesi"

Matteo Salvini a Matrix parla dell’attuale situazione politica italiana: “Mattarella ha controfirmato ministri incredibili negli anni passati. Non faccio nomi. Ministri improponibili, impreparati, imbarazzanti e che hanno fatto disastri”. Ma al prof. Savona ha detto no, dicendo no al governo del cambiamento.

“Abbiamo lavorato bene con i 5 Stelle, avevo dei dubbi all’inizio. Quel programma rimarrà – assicura Salvini -, torna buono tra due-tre-quattro mesi. Il governo del cambiamento l’hanno evitato adesso, ma se lo beccano tra tre-quattro mesi”.

A Pomeriggio Cinque, su Canale 5, Salvini ha detto: “Penso che le prossime elezioni politiche saranno un referendum tra chi mette l’Italia al centro e chi invece difende l’Europa, le banche, lo spread”.

Lega e 5stelle insieme? “Quando mi passerà la rabbia valuterò. Vedremo. Sicuramente il lavoro di queste settimane non è un lavoro inutile”.

Forza Italia? “Chiedete a Berlusconi. In queste settimane esponenti di Forza Italia hanno vomitato veleno sul governo che stava nascendo. Alleanza con Forza Italia? Ci penserò“.

Salvini nelle scorse ore ha avuto “un incontro positivo e produttivo” con luigi Di Maio “per cominciare a lavorare e trasformare in fatti il contratto di governo che non possiamo realizzare al governo perche’ Mattarella ce lo ha impedito. Lo faremo – fa sapere il leader del Carroccio – tramite le commissioni parlamentari, chiedendo quindi ai presidenti di Camera e Senato di convocare le commissioni parlamentari e quello che e’ possibile fare lo faremo con le commissioni, dalla legittima difesa alla riforma della legge elettorale. Quello che non passera’ dal governo perche’ nasce zoppo senza la fiducia, lo faremo attraverso le commissioni”.

LA PARTITA SULLE COMMISSIONI

Ad oggi le commissioni parlamentari permanenti non sono ancora state costituite, in attesa che si formasse una maggioranza certa che desse vita a un governo. Ma nessuna norma, ne’ costituzionale ne’ regolamentare, impedisce esplicitamente la costituzione delle commissioni permanenti in assenza di un esecutivo.

Tuttavia, per prassi istituzionale e parlamentare ormai consolidata, le commissioni vengono costituite e iniziano a lavorare solo dopo la nascita del governo in quanto, essendo organi collegiali, rispecchiano gli equilibri e le proporzioni della maggioranza politica che sostiene l’esecutivo e delle opposizioni. In sostanza, si tratta di una riproposizione in piccolo dell’Aula di Camera e Senato.

Non solo. Anche la scelta stessa del presidente di ogni singola commissione avviene sulla base delle proporzioni tra maggioranza e minoranza. E questo vale ancor di piu’ per le commissioni cosiddette di ‘garanzia’, come ad esempio il Copasir o la Vigilanza Rai, di norma affidate alle opposizioni.

Nel caso specifico, in assenza di un governo sostenuto da una sua maggioranza, la composizione delle commissioni non potra’ che rispecchiare gli equilibri di ‘peso’ e di forza numerica ad oggi esistenti in Parlamento. Ne consegue che, se dovesse restare e proseguire salda l’intesa tra M5s e Lega, i due partiti – che in Parlamento detengono la maggioranza assoluta sia alla Camera che al Senato – avrebbero la maggioranza numerica nelle commissioni parlamentari e starebbe a loro decidere se assegnare la guida di alcune commissioni, in particolare quelle di ‘garanzia’, alle opposizioni.

Da capire, inoltre, i rapporti tra Lega e resto del centrodestra: FI e FdI, infatti, non hanno preso parte all’accordo con i pentastellati per formare il governo, ma hanno annunciato il ‘no’ alla fiducia all’esecutivo Cottarelli.