Saldi? Cerchiamo di non essere ridicoli – di Vincenzo Donvito

Fa effetto leggere che la Regione Lazio abbia deciso di anticipare i saldi al 5 gennaio, un effetto dovuto al fatto che si ha l’impressione di essere in un mondo irreale. Dal 1 gennaio scatta la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali e c’e’ ancora chi pensa ai saldi: dimostrazione di come qualcuno, nella fattispecie le corporazioni dei commercianti, non si vuole ancora rendere conto che il mondo sta cambiando e in particolare quel cambiamento del loro mondo che avrebbe dovuto esser tale gia’ da diversi anni, non e’ piu’ possibile fermarlo con trucchi, trucchetti, lacci, sgambetti.

Che senso hanno i saldi nel momento in cui le promozioni si fanno in tutti i momenti dell’anno? Perche’ si vuol far credere che quello dei saldi sia l’unico periodo delle occasioni, se non perche’ ci sarebbero amministrazioni locali e associazioni delle specifiche corporazioni che vogliono in questo modo rimarcare il proprio potere di controllo del business dei commercianti?

Invece di concentrarsi sui meccanismi di mercato che possono indurre a particolari offerte e particolari occasioni (su questo potrebbe incentrarsi il supporto delle amministrazioni locali e delle associazioni di categoria), si vuol continuare a far credere che possa esistere un controllo del mercato, non solo, ma che questo controllo possa essere fondamentale per il business di ognuno e per i vantaggi dei consumatori.

Aspettiamo che tutti i lungimiranti che oggi stanno facendo sentire la propria voce contro il blocco o la scarsita’ delle liberalizzazioni messe in atto dal Governo, si facciano sentire anche in questa occasione perche’ la parola “saldi” sia cancellata da qualunque provvedimento normativo.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc*
*Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

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