Russia, band anti Putin: Pussy Riot in cella altri 6 mesi

Altri sei mesi di carcere, sino al 12 gennaio 2013, ossia almeno per tutta la durata del processo: e’ cominciata male l’udienza preliminare per le tre giovani donne del gruppo punk ‘Pussy Riot’, detenute da quasi quattro mesi per una provocatoria preghiera punk anti Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, lo scorso 21 febbraio.

Un’iniziativa che ha diviso la societa’ e anche il mondo ortodosso: da un lato l’opposizione liberale, i difensori dei diritti umani, gli intellettuali e una fetta di credenti, tutti indignati per una carcerazione cosi’ lunga, dall’altra il patriarca Kirill, le alte sfere della gerarchia religiosa, i fedeli piu’ conservatori e lo stesso leader del Cremlino Vladimir Putin, a favore di una punizione esemplare per un atto sacrilego. Il capo della Chiesa ortodossa, che ha definito l’epoca di Putin ‘un miracolo di Dio’, e’ finito nel mirino in particolare perche’ non pratica il perdono cristiano in questa vicenda, una delle ultime a metterlo in imbarazzo, dopo il caso dell’orologio Breguet da 30 mila dollari cancellato con un ritocco da una foto ufficiale. Le divisioni della societa’ si sono viste anche oggi intorno al tribunale, presidiato dalle forze di polizia: da una parte una ventina di militanti ortodossi che mostravano cartelli con scritte come ‘difendete i nostri bambini’ o ‘per la morale’, dall’altra alcune decine di sostenitori delle Pussy Riot, tra cui lo scrittore Boris Akunin: ‘questo processo non puo’ che suscitare che disgusto in tutte le persone normali, qualunque siano le opinioni religiose e politiche’, ha commentato. ‘Non solo una illegittimita’ dimostrativa ma anche sadica. Sono dei cannibali’, ha commentato dal suo twitter il popolare blogger anti Putin Alexiei Navalni.

Le tre imputate, Nadezhda Tolokonnikova, Iekaterina Samutsevich e Maria Aliokhina, sono apparse sorridenti ma rischiano sino a 7 anni di carcere per teppismo con l’aggravante dell’odio religioso. Sono accusate di essere entrate nella cattedrale di Cristo Salvatore mascherate e di aver cantato con chitarre elettrice e amplificatori una preghiera intitolata ‘Maria madre di Dio, caccia Putin’. Insieme a loro altre due donne, non ancora identificate. La difesa ha tentato oggi una mossa a sorpresa, citando tra i testimoni sia Putin che il patriarca Kirill. Ma l’ultima parola spetta ai giudici, che decideranno nella prossima udienza di lunedi’.

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