Ruby, la difesa vuole sentire la giovane marocchina: in aula a dicembre

Il processo sul caso Ruby non puo’ fare a meno della versione della giovane marocchina che sara’ chiamata a raccontare cosa succedeva durante le serate ad Arcore, cosa accadde l’ormai famosa notte tra il 27 e il 28 maggio del 2010, quando fu rilasciata dalla Questura e affidata a Nicole Minetti, e quale era il suo rapporto con Silvio Berlusconi. Ne sono sempre piu’ convinti gli avvocati dell’ex premier che, salvo ripensamenti dell’ultimo minuto e dopo la rinuncia della Procura a sentirla, dovrebbero convocare Karima El Mahroug in aula come testimone della difesa per il 10 o al massimo per il 17 dicembre prossimo.

Potrebbe essere, dunque, ‘Ruby Rubacuori’ l’ultimo teste del processo, che vede l’ex presidente del Consiglio accusato di concussione e prostituzione minorile e che potrebbe chiudersi con la sentenza gia’ a fine gennaio prossimo, dopo la requisitoria del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e del pm Antonio Sangermano e le arringhe degli avvocati Niccolo’ Ghedini e Piero Longo.

Oggi, intanto, e’ proseguita la ‘sfilata’ dei testi della difesa (andra’ avanti anche lunedi’ prossimo), tra i quali hanno spiccato per importanza gli ex ministri Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini. Entrambe convocate per smentire parte delle dichiarazioni di Ruby rese ai pm in fase di indagini e, in particolare, quel ‘pezzo’ di verbale in cui la marocchina dava le due esponenti del Pdl come presenti alla serata a Villa San Martino del 14 febbraio 2010. ‘Sembrera’ strano, ma io non sono mai stata ad Arcore, perche’ per questioni logistiche ho sempre incontrato il Presidente a Roma’, ha spiegato Carfagna. Sia lei che Gelmini hanno affermato di non aver mai conosciuto Ruby e l’ex ministro dell’Istruzione ha chiarito di essere andata ‘piu’ volte ad Arcore’, ma solo per cene ‘elettorali o conviviali, ma sempre legate ad attivita’ politiche’.

Anche la scelta di portare Ruby – parte offesa del presunto reato di prostituzione minorile – in aula potrebbe essere utile alla difesa proprio per cercare di smontare le parole da lei messe a verbale davanti agli inquirenti. Dal canto loro, i pm, lo scorso luglio, avevano deciso di rinunciare a citarla come teste dell’accusa (avevano ‘tagliato’ anche le testimonianze di molte ospiti di Arcore), perche’ gia’ durante le indagini avevano nutrito dubbi sull’attendibilta’ di parte delle sue dichiarazioni. Dalle sue parole erano partite le indagini che poi si erano basate su riscontri documentali e intercettazioni.

L’accusa, inoltre, e’ convinta di aver gia’ provato in dibattimento – con quanto raccontato da agenti di polizia e con il supporto di intercettazioni e tabulati telefonici – le responsabilita’ dell’ex premier e potra’, comunque, rivolgere domande alla ragazza in sede di contro-esame. Dalle testimonianze di oggi, infine, e’ venuta fuori anche un’ulteriore conferma a quello che avevano raccontato venerdi’ scorso alcune ragazze testimoni del cosiddetto ‘Ruby 2’. Sia Miriam Loddo che Lisa Barizonte hanno ammesso, infatti, che anche loro percepiscono tuttora quell’assegno mensile da 2500 euro da parte dell’ex premier. Loddo ha anche portato in aula una nuova versione dell’ormai famosa notte in Questura: ‘C’ero anche io quella sera – ha detto – sono entrata senza che nessuno mi controllasse i documenti’. Il pm Boccassini ha contestato il suo racconto, facendole presente come agli atti non ci siano riscontri della sua presenza in via Fatebenefratelli.

Per la cubana Barizonte, invece, a Villa San Martino ‘noi ragazze facevamo spettacoli teatrali, magari vestite da infermiere o da bambine, spettacoli erotici ma non a fini sessuali’.

Tra i testi ‘super vip’ restano in ‘stand by’ Cristiano Ronaldo e George Clooney, i quali, come ha chiarito la difesa, saranno chiamati ‘eventualmente’ dopo l’esame di Ruby.

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