Roma, Totti: per vincere ci vogliono i campioni

Il messaggio lanciato alla societa’ e’ chiaro, anche se indiretto, quasi criptato. La voglia di vincere immutata. Il desiderio di regalare ai tifosi della Roma grandi e nuove soddisfazioni si tocca con mano e trasuda dalle parole di Francesco Totti. Il capitano giallorosso appare nella sala conferenze a Riscone di Brunico (Bolzano) in forma smagliante, tirato a lucido, e regala perle di saggezza, ma anche segnali abbastanza forti. ‘Per vincere ci vogliono i giocatori e io devo vincere in fretta, prima che mi scade il contratto. A meno che… Non me lo rinnovano’. Il capitano non accetterebbe, ‘come del resto la squadra e l’ambiente’, un altro anno di transizione. Un’altra stagione a corrente alternata.

Eventualita’ che pero’ non sfiora nemmeno la proprieta’ americana, sbarcata nella Capitale nonostante la crisi economica italiana, per fare della Roma un ‘marchio vincente’ da esportare nel mondo. Ovviamente non dall’oggi al domani, soprattutto non con spese fuori mercato che rischierebbero di non consentire al bilancio romanista di uscire dal profondo rosso in cui ha versato per anni. Ecco perche’, come sottolineato dal ds Sabatini, non arriveranno top player da costi esorbitanti ed ingaggi elevati; piuttosto, in accordo con Zeman, la societa’ ha intenzione di utilizzare i fondi nelle casse di Trigoria per colmare le lacune della rosa giallorossa. Gia’ domani, in tal senso, dovrebbe arrivare la doppia fumata bianca per i centrocampisti Bradley e Tachtsidis, mentre il difensore brasiliano Castan sara’ a Roma il 16 luglio. Sul fronte riguardante il terzino destro restano poi vive le piste che portano al tedesco Jung e al paraguayano Piris, e non da escludersi piu’ avanti un ulteriore tentativo di Sabatini per Destro, pezzo pregiato del mercato italiano.

Il ‘Pupone’, in attesa di novita’, e’ intanto disposto a sacrificarsi per la squadra, come ha dimostrato nell’amichevole di ieri, giocando sul fronte sinistro dell’attacco, restando pero’ convinto che solo ‘con i grandi nomi si vince lo scudetto’. ‘Noi in questo momento siamo un pochino al di sotto di Juve, Milan e Inter: spero si facciano acquisti importanti entro agosto, che arrivi gente in grado di permetterci di lottare con le squadre piu’ quotate’, aggiunge Totti. Che poi, parlando del ritorno di Zeman, aggiunge: ‘Sapevo che con lui avremmo faticato tanto, sapevo a cosa andavo incontro. I benefici, pero’, ci saranno a lungo termine. Un po’ di affanno ce l’ho ancora oggi. Ho avuto Zeman 13 anni fa, con lui si lavora pesante’.

Il leader della Roma non e’ mai avaro di battute. Totti, dopo avere scelto su chi puntare (‘Osvaldo che, per caratteristiche e valore tecnico, puo’ fare la differenza) nella prossima stagione, ne regala una su Pallotta che strappa il sorriso a tutta la sala stampa. ‘Dopo quel famoso tuffo in piscina, praticamente non l’ho piu’ visto, magari sara’ affogato… Penso lo incontrero’ in America, durante la prossima tournee’. Il suo pensiero e’ sempre rivolto alla famiglia Sensi. ‘Erano sempre presenti, vicini alla squadra, perche’ vivono a Roma; penso che gli americani ti diano comunque tutto quando chiedi. Speriamo ce lo diano presto – aggiunge -. Spero di vincere presto, non ho molto tempo a disposizione’. Il paragone fra Zeman e Luis Enrique sorge spontaneo. Totti dice: ‘Giocheremo un calcio diverso: con Luis Enrique, la manovra in orizzontale di faceva preferire; con Zeman si verticalizza di piu’. Per noi attaccanti puo’ essere meglio, perche’ puoi anche segnare 80-90 gol in una stagione. Con questo non dico che vado contro Luis Enrique, perche’ con lui mi sono trovato bene’.

Sul calcioscommesse non si sbilancia: ‘E’inutile giudicare, vedremo come finira”. Ma la sintonia con il tecnico c’e’ anche su altri argomenti. A una domanda sulle parole di Zeman sugli scudetti alla Juve risponde cosi’: ‘Ho letto lo stesso libro del mister’. Poi fa i complimenti a Federer, re a Wimbledon, ricordando che ‘si puo’ essere numeri 1 anche a trent’anni suonati’. Infine, incorona De Rossi e Pirlo come ‘trascinatori degli azzurri’ agli Europei, lasciando a Balotelli il ruolo di ‘giocatore che puo’ fare la differenza quando sta bene’.

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