Roma, Marino: puntiamo su dimensione smart

Smartcity vuol dire efficienza energetica, trasporti pubblici e connettività capillare su tutto il territorio. Ma il punto di partenza per una città intelligente è sempre una valorizzazione delle tecnologie e dell’innovazione, e il convegno "R-INNOVIamo Roma", che si è svolto questa mattina in Campidoglio, aveva proprio l’obiettivo di fare il punto della situazione per lanciare la proposta di uno Smart City Lab, un nuovo laboratorio Roma con vocazione Ict, un incubatore di soluzioni innovative e di sperimentazione orientato alle Smartcity.

Per Imma Battaglia, presidente della commissione Speciale sui sistemi informativi innovazione e sviluppo della tecnologia del comune di Roma, "la progettazione di una città intelligente richiede infrastrutture, servizi, capacità di networking" ma "la dotazione tecnologica di Roma è insufficiente a supportare le sfide di una metropoli" ed "i sistemi informativi di Roma Capitale sono ancora troppo verticali". Imma Battaglia ha quindi ricordato che l’Ict nel Lazio occupa circa 100 persone e conta circa 18 mila aziende.

Tra gli esempi delle innovazioni che una Roma intelligente potrebbe portate la consigliera capitolina ha citato "una rete di trasporto parallela al trasporto pubblico, quella dei cittadini che mettono a disposizione i propri beni e la propria auto". "Stiamo lavorando per rendere sostenibile Roma non solo da un punto di vista energetico e ambientale – ha spiegato il sindaco di Roma Ignazio Marino intervenendo al convegno -, ma anche sociale".

Marino ha ricordato come l’Italia riesca ad utilizzare solo una parte dei finanziamenti europei ma anche come per la prima volta la Capitale si sia dotata di una commissione per lo sviluppo tecnologico. Tra le cose sulle quali il Campidoglio intende lavorare Marino ha citato la messa insieme dei sistemi informatici di Acea e del Campidoglio contro l’evasione, l’ottimizzazione dell’energia, la creazione di più posti di lavoro qualificati, un’impiantistica semaforica collegata agli autobus per diminuire i tempi di percorrenza. "Stiamo puntando con decisione sulla cosiddetta dimensione smart, che fa dell’innovazione tecnologica una leva dirompente – ha concluso Marino -. Bisogna innovare senza eliminare le nostre tradizioni culturali, non esiste una shortlist di azioni predefinite affinché una città possa essere considerata intelligente, ogni territorio ha le sue peculiarità".