Roma, Ladispoli, i migranti e la crescita della destra: a tu per tu con Fabrizio Santori (Fdi)

Il consigliere Fdi in Regione Lazio ci parla del degrado della capitale, dell’entrata nel gruppo Fdi di un nuovo consigliere comunale a Ladispoli, del paventato rischio della creazione di un hotspot al porto di Civitavecchia e delle prospettive di Fratelli d’Italia in vista delle elezioni regionali e delle politiche

Fabrizio Santori

Nelle ultime due tornate elettorali amministrative, molti comuni del Lazio hanno cambiato pagina, portando venti di cambiamento, che in alcuni casi si sono trasformati in uragani, in altri sembrano essere brezze favorevoli ai cittadini che hanno deciso per il rinnovamento.

Fabrizio Santori, consigliere di Fratelli d’Italia in Regione Lazio, ha parlato con ItaliaChiamaItalia del degrado romano, ma anche del buon lavoro che il suo partito sta svolgendo sul territorio, focalizzandosi sulla crescita a Ladispoli, crescita che ha portato all’elezione a Sindaco di Alessandro Grando.

Consigliere Santori, in questi giorni Roma sta rasentando vette di degrado mai raggiunte. Cosa ne pensa?

Purtroppo dobbiamo constatare un progressivo peggioramento delle condizioni di decoro della Capitale, ascrivibile all’incapacità amministrativa del sindaco Raggi e del M5S che si sono dimostrati non all’altezza di guidare Roma dopo i disastri dell’ex sindaco Marino e del Pd. A un anno di distanza dall’insediamento grillino in Campidoglio, Roma è sempre più sporca, immobile e nel caos. E ciò che più scoraggia è la totale assenza di una visione futura per la nostra città. Dal disastro Atac alla gestione dei rifiuti, dalla pulizia alla mobilità, dall’impresa alle infrastrutture è tutto fermo, immobile, anzi, se possibile si sta addirittura retrocedendo. Sfortunatamente non si vede luce all’orizzonte.

Si sente dunque di dare gran parte delle responsabilità alla giunta Raggi?

Assolutamente sì. Non c’è dubbio che l’abbandono di questa città viene da lontano e che non si può pretendere la bacchetta magica da questa amministrazione, ma oggettivamente non riesco a vedere un solo miglioramento dopo un anno di governo. Le lotte intestine al Movimento stanno condizionando l’amministrazione della città. Se poi aggiungiamo l’incompetenza conclamata della Raggi, le sue scelte (come per il caso Marra) in caso di composizione della giunta e di ruoli strategici per il governo della Capitale, il via-vai di assessori o vertici aziendali che in un anno hanno abbandonato il Campidoglio, allora capiamo i motivi per cui Roma si trova in questa condizione. Sono molto preoccupato per il futuro della mia città, della nostra Capitale.

Veniamo a Fratelli d’Italia: a Ladispoli avete appena accolto un nuovo consigliere: Raffaele Cavaliere è infatti passato con voi da Cuori Ladispolani. È il segno che il vostro partito sta crescendo anche a livello locale?

Fratelli d’Italia sul territorio regionale è ormai una realtà evidente e fortemente attrattiva. Il grande risultato delle passate elezioni comunali a Roma per il nostro candidato sindaco e leader nazionale, Giorgia Meloni, è stato la dimostrazione che se si lavora adeguatamente e con impegno, la conseguenza è il riscontro tra cittadini e amministratori sul territorio. Siamo una grande forza che fa della chiarezza dei valori il suo punto fermo, dando così certezze lì dove oggi spesso domina l’ambiguità.

Non c’è però il rischio che gli elettori rimangano sfiduciati da scelte come queste?

Il dott. Cavaliere è un professionista stimato e una persona apprezzata che ha evidentemente trovato nella nostra piattaforma il suo collocamento più naturale, sempre nell’ambito del centrodestra e nella coalizione di governo della città. Non entro nel merito di cosa è accaduto nella lista civica, posso solo dirvi che siamo contenti se si mantengono nella maggioranza personalità di rilievo che condividono impegno, passione, coerenza, remano nella stessa direzione e garantiscono un sostegno in più al sindaco Alessandro Grando. Noi siamo cresciuti sia in termini numerici sia in termini qualitativi con il suo ingresso e gli elettori di centrodestra che vogliono il vero cambiamento potranno sempre contare su di noi.

Da sinistra nella foto, Fabrizio Santori e Alessandro Grando, sindaco di Ladispoli

Sulla questione migranti vi siete più volte espressi, come avete appreso la scelta di evitare la creazione di un hotspot a Civitavecchia?

Fratelli d’Italia si è detta da subito contraria a una scelta che sarebbe stata assolutamente folle. Far approdare i migranti a Civitavecchia, maggior porto del centro Italia, e per di più in piena stagione turistica sarebbe stata una scelta che avrebbe avuto ripercussioni negative anche dal punto di vista economico, oltre che sociale, sul territorio. Il nostro movimento, in primis con Giorgia Meloni, si è da subito mobilitato contro questa idea malsana, dimostrando la loro contrarietà proprio sulle banchine del Porto. Per fortuna l’allarme sembra essere rientrato, anche se noi non abbassiamo la guardia e vigileremo per salvaguardare Civitavecchia e i comuni limitrofi fino a Roma dall’ennesima invasione di migranti che foraggia il business dell’accoglienza.

Ultima domanda: che prospettive ha Fratelli d’Italia in vista delle prossime elezioni regionali e delle politiche?

Vincere. Dopo cinque anni di presidenza della Regione Lazio con Nicola Zingaretti e la sinistra alla sua guida, con i disastri che quotidianamente denunciamo in ogni settore, primo fra tutti quello sanitario, la volontà è quella di voltare pagina e restituire ai cittadini una regione sana e funzionante. Il centrodestra ha tutte le carte in tavola per vincere contro il malgoverno del Pd, sia a livello regionale sia a livello nazionale, e per scongiurare l’ondata grillina, che alla prova amministrativa di una città come Roma ha miseramente fallito e non potrebbe che fare lo stesso alla guida del Lazio o della Nazione. Noi ci sentiamo pronti ad offrire il nostro contributo per superare una fase politico-amministrativa tra le peggiori che il Paese abbia mai vissuto, e siamo convinti che gli elettori non avranno esitazioni a rispedire al mittente le bugie di Renzi o i proclami di Grillo.

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