Roma, il caso dell’assessore Muraro visto diversamente

Sul caso della assessore alla Sostenibilita’ Ambientale, Paola Muraro, ha ragione la sindaca di Roma, Virginia Raggi, quando afferma che il PD deve tacere. Aggiungiamo che deve tacere l’intero centro sinistra e l’intero centro destra.

Roma era ed e’ sporca. Lo era quando, nel 2004, l’allora sindaco Valter Veltroni (centrosinistra) affido’ l’incarico di consulenza alla dottoressa Muraro, lo era nel 2008 con Gianni Alemanno (centrodestra) e lo era nel 2013 con Ignazio Marino (centrosinistra).

Vero e’ che il consulente consiglia e non prende decisioni, pero’ una azienda, quale e’ l’Ama (settore rifiuti, 100% di proprieta’ del Comune), dopo un paio d’anni di consulenza dovrebbe acquisire metodi e obiettivi della consulente e, se ritenuti validi,  procedere autonomamente. Perche’ non lo ha fatto? Il presidente, o l’amministratore delegato dell’Ama, e’ nominato su indicazione del sindaco e allora dobbiamo responsabilizzare Veltroni, Alemanno e Marino perche’ non sono bastati 12 anni di consulenza della Muraro per organizzare un settore di attivita’ dell’Ama.

C’e’ un’ aspetto delle iniziative dell’assessore Muraro che non comprendiamo (oltre alle sceneggiate delle trasmissioni telematiche delle riunioni con i dirigenti dell’Ama): come ha fatto ad affermare, tre settimane fa, che Roma sarebbe stata pulita in cinque giorni? Ovviamente, la Capitale non e’ stata ripulita ma, allora, l’esperienza dodecennale in Ama non e’ servita’ a conoscere l’azienda. A cosa e’ servito, quindi, il milione e passa di euro che il contribuente romano ha versato per la sua consulenza? Ora, l’assessore Muraro, afferma che il 20 agosto Roma dovrebbe essere pulita. Aspettiamo e speriamo.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

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