Roma, Congresso PdL dopo tesseramento

Dopo l’operazione tesseramento del PdL, che ha avuto grande successo con oltre 1 milione e 200 mila iscritti, ma che ha anche suscitato diversi dubbi (ma chi le ha pagate le tessere?), ora è tempo di pensare ai congressi del partito. Gianni Alemanno ritiene che siano maturi i tempi per un congresso a Roma. Attenzione, però, avverte Fabrizio Santori, consigliere PdL di Roma Capitale, "un  nuovo progetto per il Pdl a Roma deve nascere da un serio e sano confronto, senza divisioni pregiudiziali, senza anarchie, ma anche senza pretese dirigistiche". Certamente "è tempo infatti di dare vita un dibattito ad ampio raggio sulle prospettive, il futuro ed il programma del partito. Un progetto che non può prevedere accordi unitari da raggiungere ad ogni costo, pagando prezzi inaccettabili per le idee, le convinzioni e le priorità della nostra gente”. 

 “Il Pdl – prosegue Santori – deve iniziare un percorso di rinnovamento profondo, definendo serie e corrette regole che scandiscano rigorosamente la vita interna del Partito: è questa la via indicata dal segnale di ampia fiducia che i romani hanno rinnovato al centro destra durante la campagna di tesseramento nonostante il momento difficile e buio in cui versa la politica, e soprattutto molti di coloro che la rappresentano".

Spazio ai congressi, dunque. A Roma "tutto il popolo del centrodestra deve poter essere coinvolto ancora, e scegliere i propri candidati dando forza a chi davvero li può rappresentare fuori da vecchi meccanismi di spartizione correntizia dettati solo da quantità di tessere dopate. Il tesseramento è un mezzo preistorico che va superato dalle primarie, vero strumento di partecipazione di tutti gli elettori, iscritti e simpatizzanti".

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