“Rolling Stones” lancia Fiorello premier, lo showman: “La politica non ha mai risolto nulla”

Anticipo dell’intervista al Fiorello nazionale: “Ti posso dire una cazzata populista e demagogica? Che non cambiera' un cazzo. Ditemi quando mai e' cambiato qualcosa in questi 50 anni”

Elezioni alle spalle, ora bisognerà formare un governo. Ci sarà bisogno di un premier. “Rolling Stone” lancia il suo candidato: Fiorello, a cui dedica la copertina, ‘Fiorello for President’.

Fiorello si racconta in una intervista al giornale.

Non hai mai pensato che il tuo buonumore possa essere l’antidoto alle fake news, agli haters, agli incazzati che rovesciano bile e complotti di qua e di la’?

“Di buonumore ne parlo dai tempi dell’Edicola. Pero’ penso che adesso su questa cosa siamo arrivati a fare il giro. C’e’ tanto odio in giro, e ci tocca anche parlare di social network. Tutto sommato adesso quest’odio e’ diventato quasi… grottesco. Ormai mi stupisco se non ne trovo. Sembra tutto un episodio di Black Mirror. L’odio ce l’ha propinato in questi giorni la campagna elettorale, perche’ ognuno ha tirato fuori il peggio dell’altro, e poi alla fine per chi voti?”.

Sulle elezioni ci hai scherzato sopra parecchio, ma il voto l’hai tenuto segreto.

“Forse qui da noi non conviene troppo dichiararlo. Guarda cosa e’ successo a Orietta Berti”.

Quella che ha votato per il toy boy? L’avevi preparata bene la battuta. Come si dice? Ha spaccato.

“È l’ABC di questo mestiere: mai andare impreparati. Si va preparati, ma mai al 100%”.

Questa intervista verra’ pubblicata subito dopo le elezioni. Facciamo un gioco. Dimmi cosa dirai se vincono i 5 Stelle, cosa dirai se vince il centrodestra e cosa se vince il Pd.

“Ti posso dire una cazzata populista e demagogica? Che non cambiera’ un cazzo. Ditemi quando mai e’ cambiato qualcosa in questi 50 anni. Ditemi se c’e’ un momento di cui uno possa dire: ‘Ah, come stavamo tutti bene allora’. Allora quando? Forse dopo la guerra. Ma dopo? La politica fino ad adesso non ha mai risolto un cazzo. Solo piccole cose”.

Berlusconi pero’ t’ha fregato.

“La discesa in campo? Sai cosa pensarono tutti? Se questo e’ stato cosi’ bravo a far funzionare le sue aziende, figurati se prende in mano l’azienda Italia”.

E ci credevi?

“L’avevo visto lavorare da vicino, certo che ci credevo”.

Continui a raccontarla come un teatrino di pupi, con le imitazioni di Di Pietro, Berlusconi e Costanzo. Ma la verita’ e’ che la politica ti affascina.

“Lo sai che penso? Potrei anche mettermi a fare politica. Tanto i soldi ce li ho e me li sono meritati, perche’ sono partito da zero, quindi vado applaudito. Allora mi metto in politica, mi faccio eleggere e voglio che tutti abbiano le medicine gratis. Poi pero’ arrivi li’ e ti dicono: ‘Nun se po’ fa”. E nun se po’ fa’ veramente. È capitato a Berlusconi, e’ gia’ capitato ai 5 Stelle. ‘Ma guarda questi’, dicevo io. ‘Stai a vedere che mandano tutti a casa’. Vai a vedere oggi: sono rimasti tutti al posto loro. Tutti. Perche’ devi fare i conti con la realta’ dei fatti, con la politica, con il demonio. E vabbe’, e maddai. Il demonio vince sempre”.