Rolling Stones 1972, il tour nelle foto di Marshall

Era il giugno del 1972 e i Rolling Stones avevano finito da poco di incidere al Sunset Sound di Los Angeles Exile on main street, la loro quattordicesima uscita in Gran Bretagna e la diciassettesima negli Stati Uniti in dieci anni di vita. Li ando’ li’ a trovare per la prima volta Jim Marshall, immortalando per Life Mick e Keith che vagavano per lo studio, distratti insieme a Chris O’Dell, assistente di produzione del tour che stava per partire in un bianco e nero che oggi fa venire i brividi. Era il giugno del 1972 e i Rolling Stones festeggiavano i loro dieci anni di vita con un tour in cui si sarebbero gia’ spostati con il loro jet privato. Un tour che forse rimane il loro piu’ grande, e la tappa piu’ indimenticabile di quel tour che vide Jagger trasformarsi da una rock star in un’icona, fu quella di Los Angeles al Forum, la casa dei Los Angeles Lakers. Tutto questo e’ ricordato oggi, a 50 anni dalla nascita della band che ha cambiato la storia del rock, in ‘The Rolling Stones 1972’ libro che raccoglie appunto le foto di Jim Mashall e che l’editore Gallucci porta meritoriamente in libreria. Partirono da Vancouver, dove in duemila rimasero fuori dei cancelli. A scaldare quei ragazzi per loro era Stevie Wonder.

Arrivarono a Winterland, dove per 20 mila posti che portava il palazzetto, erano arrivate 100 mila richieste di biglietti per i 4 concerti e quelli che aspettavano fuori nelle lunghe code ebbero noccioline in omaggio in grandi scatoloni da cui attingevano anche i poliziotti guardia. Li’ c’era Jim Marshall che lavorava per Life ma anche per Look, Saturday Evening Post.

Non era la prima volta che fotografava gli Stones, lo aveva gia’ fatto nel 1965 al Civic Auditorium di San Francisco e quando si presentava davanti a loro andava sempre ben attrezzato: una pistola, un bicchiere di bourbon e piu’ coca possibile a portata di mano. Il suo scopo era quello di ottenere ‘accesso illimitato’, e lo ottenne. Solo cosi’ riusci’ a realizzare quella foto di Keith Richards, ad occhi chiusi, sigaretta appesa tra le labbra, chitarra in mano, cosi’ ispirata, cosi’ intensa, cosi’ intima che fu poi pubblicata da tutte le testate del mondo anche se non entro’ nella scelta per Life che aveva commissionato il servizio a Jim Marshall. Gli Stones per motivi di sicurezza non potevano lasciare il Forum tra il concerto del pomeriggio e quello della sera – facevano due concerti al giorno! – quindi il backstage diventava luogo di ritrovo, di accoglienza per gli amici, di riposo. Dove circolava cibo, alcool e sicuramente droga: ma quella pero’ negli scatti di Marshall non si vede mai.

Ecco allora la prova degli abiti e degli accessori – grandi bracciali per uno splendido Jagger nel pieno della forma – e il trucco anche per il batterista Charlie Watts, la ginnastica sul tappeto di Jagger o i suoi esperimenti con la cinepresa Super 8, Keith con la bottiglia di whisky in mano, Rose la moglie del chitarrista Mick Taylor che si aggira coi i suoi boa di mongolia. E poi l’esplosione d’energia sul palco, e compare il colore nell’obiettivo di Marshall, con Jagger e le sue tutine aderenti, e le camicie piene di rouches dei suoi compagni. ‘Jim arrivava e diventava subito uno degli Stones – scrive Keith Richards del fotografo scomparso nel 2010 – . Ci ha beccati con i pantaloni calati e in tutti i nostri alti e bassi’. Il tour si chiuse il 29 luglio, il giorno del ventinovesimo compleanno di Jagger e gli ospiti andavano da Bob Dylan a Zsa Zsa Gabor.

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