Ristoranti italiani all’estero, ‘Ottimo’ non è l’unico marchio riconosciuto dal governo – di Emanuele Esposito

 

Caro On. Razzi, voglio rispondere alla sua provocazione sul SUO marchio con le stesse sue parole; Ottimo è "l’unico vero marchio che all’estero rappresenta la vera cucina italiana", dichiara. E a proposito della polemica con Picchi e Fantetti, spiega: "Non credo che il primo che si alza la mattina possa proporre qualcosa. I ristoratori italiani all’estero devono sapere che oltre confine c’è un solo marchio, che è ‘Ottimo – Ristoranti italiani all’estero’, che viene rilasciato dal ministero dell’Agricoltura, insieme a quello del Turismo e degli Esteri. Altri possono fare quello che vogliono, tutti possono regalare una targa ad un amigo, chi glielo vieta?; ma le loro iniziative non sono quelle riconosciute dallo Stato italiano. La nostra è quella realmente valida".

 

L’INTERVISTA DI ITALIACHIAMAITALIA ALL’ON. RAZZI

Mi consenta di dirle, caro onorevole, che ciò che lei dichiara è una falsità. "Ottimo" infatti non è l’unico marchio riconosciuto dallo Stato Italiano; le ricordo per l’ennesima volta – e spero anche che sia l’ultima – che dal 1997 l’Union Camere, Istituto Nazionale Ricerche Turistiche – IS.NA.R.T., il Ministero del Turismo, Ministero dello Sviluppo Economico, Presidenza del consiglio, Enit, FIPE Ministero dei Beni Culturali, hanno creato il marchio di qualità per i ristoranti italiani nel mondo. Come vede dietro a questo Marchio ci sono le Istituzioni e soprattutto e’ un marchio che ha visto gia’ un largo numero di riconoscimenti sia in Italia che all’estero.

Il SUO marchio, On. Razzi, non e’ altro che una messa in scena con decreto, senza una commissione, senza aver consultato esperti. Poi lei dice che saranno le Ambasciate a decidere quali ristoranti riceveranno questo SUO marchio, ma su quali basi?

Ci siamo gia’ confrontati qualche mese fa su questo argomento e sinceramente credevo che la questione fosse chiarita; lei dice che sta cercando di evitare costi per i ristoratori per avere questa targhetta, lei si rendera’ conto della gravita’ della cosa, oltre al danno la beffa. Eh sì, perche’ cosi facendo tutti se la possono comprare e se poi sara’ a carico del ministero dell’Agricoltura ancora peggio, in un momento così delicato per la finanza Italiana aggiungiamo altri costi INUTILI.

Le sembrero’ polemico, ma non lo sono mi creda, o almeno non desidero esserlo. E’ che per anni hanno preso in giro i ristoratori Italiani nel mondo e credo che sia giunto il momento di smetterla, mi consenta, con queste buffonate per raccattare qualche benevolenza da parte del popolo italiano all’estero.

Vuole farsi la sua targa seria? Allora si confronti con le associazioni di categoria, con tutte quelle parti coinvolte nella ristorazione italiana nel Mondo; anch se, mi creda, a noi non serve la targa, a noi serve ben altro.

In quanto a Picchi e Fantetti, siamo sulla stessa sua onda: anche la loro è una buffonata; mi passi il termine poco elegante, ma mi creda, ne abbiamo le tasche piene di queste sciocche iniziative Italiane. Da mesi sto cercando di creare un solo e grande gruppo di valorizzazione e promozione della cucina italiana all’estero, per ridurre le spese di promozione e per creare una sorta di cabina di regia per tutte le iniziative. Sappiamo benissimo che BuonItalia ha fallito in tutti i sensi e speriamo che prima o poi il suo Collega Romani la chiuda definitivamente.

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