Rimborsi ai partiti, Alfano: ‘PdL finanziato da privati’. E distrugge Bersani – di Gabriele Polizzi

Si parla molto in questo periodo dei soldi che vengono dati ai partiti come rimborso elettorale. Dopo gli scandali di questi giorni – prima il caso Lusi, che riguarda la Margherita, e poi la bufera che ha investito la Lega, con i fondi del rimborso elettorale investiti dal tesoriere Belsito in Tanzania e in diamanti – il tema è tornato di grande attualità. Sì, tornato, perché dopo le ruberie di Tangentopoli, nel ’93 gli italiani avevano già detto no, con un referendum, al finanziamento pubblico ai partiti. Ma quello stesso anno, con una leggina i partiti avevano creato il meccanismo del rimborso elettorale, garantendosi così milioni di euro pagati dai cittadini, con i quali potersi finanziare.

Sul tema dei rimborsi, mentre a sinistra il Partito Democratico propone di ridurre la quantità dei fondi e di imporre più trasparenza, nel centrodestra il Popolo della Libertà fa una scelta più netta: stop ai contributi, basta con il finanziamento pubblico, i partiti vengano finanziati dai privati.

L’annuncio, attesissimo, è arrivato dal segretario PdL in persona, Angelino Alfano, che durante il suo intervento ad una manifestazione elettorale ad Asti, ha affermato: “Il nostro movimento sarà finanziato dagli iscritti, dai contribuenti privati, dai cittadini e rifiuterà il finanziamento pubblico”. Una decisione auspicata dalla stragrande maggioranza degli esponenti del PdL e certamente da oltre il 90% degli italiani, di qualunque colore politico essi siano.

"Il nostro movimento sarà tutto finanziato da iscritti, contribuenti privati e cittadini”, un finanziamento privato “che abbia un tetto massimo, affinché nessuno possa dirsi azionista di riferimento del nostro partito". Per Alfano il destino dei partiti è "non chiedere soldi allo Stato, ma vivere con il finanziamento di chi ritiene di dover sostenere un ideale".

Ottimo. Standing ovation per Alfano e per il PdL, che così si distingue da chi a sinistra continua a voler mantenere il finanziamento pubblico, vendendolo come “principio di democrazia”…
Pier Luigi Bersani esce distrutto da questo confronto a distanza con Alfano, su un tema delicato che interessa molto gli elettori.

Alfano raccoglie l’applauso del proprio partito. Fra gli altri, dice la sua Osvaldo Napoli, vice presidente dei deputati del PdL: Alfano “ha compreso prima e meglio di altri la portata storica di quanto è accaduto e sta accadendo. Il suo annuncio ad Alessandria che il Pdl proporrà l’abolizione completa del finanziamento pubblico ai partiti è un’autentica rivoluzione”. "I soldi dello Stato – osserva ancora Napoli – devono avere ben altra destinazione in questa drammatica stagione della vita economica e sociale del Paese. Non sono gran cosa 100 milioni, ma il sollievo che possono dare a qualche migliaio di imprenditori è enorme”.

Proprio così. Gli italiani vogliono gesti di questo tipo dalla politica e dai partiti, soprattutto in questo momento di forte crisi economica e di anti-politica. Angelino Alfano ha fatto la mossa giusta: la differenza con la sinistra, anche in questo caso, è abissale. Il Pd resta schiacciato e Bersani di fronte ad Alfano appare piccolissimo. Dopo avere ottenuto l’Imu una tantum, questa decisione di Alfano è destinata senza dubbio e risollevare il PdL nei sondaggi. La campagna elettorale è già iniziata da un pezzo. E il 2013 non è poi così lontano. Ma se si lavora bene, c’è ancora tempo per recuperare e per tornare a vincere alla grande. Angelino lo sa e per questo dà il massimo. Avanti così.

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