Riforme, Pd chiede doppio turno subito ma il PdL dice no

La partita finale sulle riforme e’ solo all’inizio ma gia’ rischia di essere sospesa per proteste. ‘Nessuno pensi di giocare in tribuna con la palla lanciata da Berlusconi’ avverte un riformatore della prima ora come il referendario Arturo Parisi che lancia il suo monito: avanti di questo passo potrebbe finire con un’ invasione di campo dei cittadini infuriati.

La proposta del Pdl sul presidenzialismo, infatti, ha da subito puntato a stanare il Pd sull’asserita apertura al sistema elettorale francese, ma ora sono i democratici che puntano l’indice sul centrodestra: il semipresidenzialismo, dicono, e’ solo un bluff per tenersi il Porcellum. Non solo. Proprio per ‘stanare’ a loro volta il Pdl, i democrat rilanciano sul doppio turno. Visto che – sostengono – la legge elettorale a doppio turno di collegio funziona benissimo anche senza semipresidenzialismo, ecco la proposta: ‘portare avanti alla Camera la legge elettorale a doppio turno e parallelamente, – propone il capogruppo Dario Franceschini – continuare al Senato il percorso costituzionale’. Se i tempi lo consentiranno e se la volonta’ di procedere sara’ reale, si arrivera’ alla riforma prima delle prossime elezioni. Altrimenti si andra’ al voto con il doppio turno e il prossimo Parlamento portera’ a termine la riforma costituzionale. Un percorso, questo, percorribile, visto che anche il presidente del Senato, Renato Schifani, ritiene possibile incardinare la proposta tra quelle in discussione in questi giorni. ‘Non vedo inammissibilita’ alla proposta di Berlusconi’ dice la seconda carica dello Stato che si dice anche favorevole al sistema proposto. ‘Non sta a me giudicare, mi limito ad affermare che si tratta di una proposta strategica strutturale’ e che ‘assicura stabilita’ tra forze politiche e elimina gli estremismi’.

Non ci crede, invece, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che pure e’ sempre stato tra i principali fautori del presidenzialismo. ‘E’ solo una mossa per tenersi il Porcellum. Andiamo avanti con le riforme possibili’ dice la terza carica dello Stato che, come leader di Fli, sembra insospettito dall’improvviso rientro in campo del vecchio leader del centrodestra. ‘Questa litania di unire tutti i moderati contro la sinistra, fotografa un’Italia che non c’e’ piu” osserva mentre rilancia una sua offerta a Casini e a Montezemolo. Il quale, a sua volta, apre alla proposta di Berlusconi: e’ da discutere nel merito, dice il suo think tank Italia Futura che incita a fare ‘qualcosa per archiviare un sistema elettorale e di governo che nessuno ha piu’ il coraggio di difendere’.
Soprattutto l’associazione montezemoliana stigmatizza il Pd: ‘si eviti di esibire rifiuti preconcetti dopo essersi dichiarati a favore del sistema francese, come sta facendo in queste ore il Pd di Bersani’.

Ma se il Pd argomenta il suo scetticismo, il Pdl chiude alla controproposta dei democratici. ‘Non abbiamo detto no ad un confronto su un possibile sistema semipresidenziale’ chiarisce Franceschini che pero’ ripete: ‘non vorrei che fosse un bluff’. Se il centrodestra ‘fa sul serio, accetti di discutere della riforma elettorale e della riduzione del numero dei parlamentari’ spiega la presidente del Pd, Rosi Bindi.

Ma il Pdl rimanda le accuse al mittente: ‘furberia tattica’ e’ scindere in due tempi doppio turno e presidenzialismo, taglia corto il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Spiega Osvaldo Napoli: ‘il doppio turno senza presidenzialismo sarebbe il trionfo della partitocrazia, una sorta di Minotauro capace di divorare quel che resta delle istituzioni’. E conclude: ‘Mi rifiuto di credere che sia questo il progetto del Pd. Come non lo e’ sicuramente del Pdl’. Una tesi che in serata rilancia lo stesso segretario del Pdl che difende la scelta dell’elezione diretta del capo dello Stato: ‘Il Pdl – ha detto – a differenza di altre forze politiche, guarda al futuro con progetti concreti’.

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