Riforma Senato, Mineo (Pd): così non ci sto, è autogol

Corradino Mineo, senatore del Pd, intervistato da Repubblica commenta la sua rimozione dalla commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, dove si esamina il testo del governo per l’abolizione del Senato: “Mi chiedo a cosa serva, se a Renzi serva avere una commissione militarizzata", "non possono sostituirmi così, io non ci sto. Non ho parlato con nessuno, non ho avuto nessuna comunicazione. Me l’ha detto il collega Walter Tocci, che a sua volta l’aveva saputo da altri… Ripeto, non ho avuto alcuna comunicazione ufficiale", "non comprendo. È un autogol, un errore politico, bisognava sbloccare la commissione per portare avanti le riforme. Come possono pensare il Pd e il governo di fare in questo modo dei passi avanti?".

Cosa intende fare adesso? “Ci penso, vorrei vedere le motivazioni, dal momento che Zanda ancora non mi ha chiamato. A me sembra che la situazione sia grave ma non seria". E aggiunge: "Se Renzi avesse avuto la pazienza di starci a sentire, la riforma l’avrebbe portata a casa. Il governo non ha invece tenuto in nessun conto il dibattito parlamentare. Ci si è irrigiditi sul testo del ministro Boschi. Se non l’avesse fatto avrebbe incassato l’appoggio dell’opposizione, dei parlamentari 5Stelle e in particolare dei fuoriusciti grillini che hanno firmato i nostri emendamenti per il Senato elettivo. E avrebbe avuto il consenso anche di parte di Forza Italia". E conclude: "Il punto è che non si può pensare di fare una riforma costituzionale 15 a 14, con un voto di scarto". 

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