Riforma del Senato, si va verso ‘modello francese’

Riforma del Senato ancora sul tavolo di governo e Parlamento. Un vertice mattutino tra il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi e la presidente della Commissione Affari costituzionali, Anna Finocchiaro, ha messo un paletto ben preciso: "no al Senato elettivo", ha detto il ministro, che in questo modo – di fatto – ha messo in primo piano la proposta che riguarda il cosiddetto “modello francese”, che è stato al centro di una lunga riunione a Palazzo Madama, fra i senatori dem, terminata a ora di pranzo.

Si va dunque, se non cambieranno le cose, verso un Senato… “alla francese”. Dice Luigi Zanda, capogruppo Pd: "Il modello francese è una delle possibilità, una possibilità seria". Finocchiaro riassume la situazione così: “C’è un punto di vista mi pare comune che dice che le Regioni devono essere rappresentate in maniera proporzionale alla popolazione, che il rapporto tra sindaci e consiglieri regionali chiamati a far parte del Senato deve essere due terzi per i consiglieri e un terzo i sindaci". Poi ci sono le cose ancora da limare: "Il sistema di scelta prevede invece due opzioni maggioritarie: una è quella che prevede che in occasione delle consultazioni regionali vi sia una sorta di listino nel quale indicare i consiglieri che faranno i senatori mentre i sindaci verrebbero comunque eletti dalle assemblee dei sindaci, e un’altra ipotesi che riguarda la possibilità di adottare il sistema francese perché ad eleggere consiglieri e sindaci è una assemblea molto ampia composta da sindaci, consiglieri comunali e consiglieri regionali".

Quali sono i tempi per portare a casa il risultato? L’obiettivo, spiega Zanda, resta quello che vuole la prima lettura entro il primo giorno di luglio, come indicato dal timing di cui più volte ha parlato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Parla ancora Zanda: "credo sia una prospettiva molto realistica, sono molti mesi che lavoriamo, c’è stato un lavoro di approfondimento tra riunioni di commissioni, assemblee del partito, direzioni del partito, la preparazione c’è".

Resta comunque la questione che riguarda un altissimo numero di emendamenti presentati. “Mi auguro che gli oltre tremila emendamenti possano essere ritirati – dichiara Finocchiaro -, sia quelli numerosissimi della Lega ma anche quelli delle altre forze politiche che certamente non ne hanno presentati così numerosi, e credo che questa sia la vera notizia, perché si possa trovare già con i relatori un punto d’incontro della riforma il più condivisa possibile". Speriamo.

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