IL SOLITO RITORNELLO | Ridurre gli eletti all’estero? Coro di no dagli eletti oltre confine

L’opposizione attacca, “rappresentanza già debole così”. Il Pd, “oggi la rappresentanza è già inferiore rispetto ai principi di proporzionalità". Forza Italia, “Vogliono togliere la rappresentanza agli italiani all'estero invece di migliorare il sistema di voto”. Anche la Lega all'estero dice no

Ridurre il numero degli eletti all’estero? Non se ne parla nemmeno, “la rappresentanza è già debole così”, una rappresentanza “già inferiore rispetto ai principi di proporzionalità”. Piovono sulle agenzie le dichiarazioni degli eletti all’estero del Partito Democratico, che non ci stanno e replicano con forza alle parole di Roberto Calderoli, che insieme al numero dei parlamentari nazionali vorrebbe tagliare anche quello degli eletti oltre confine.

Francesco Giacobbe, senatore Pd residente in Australia, commenta: “Ben vengano le proposte di riduzione dei parlamentari italiani. La valuteremo nella misura in cui la riduzione non intacchi la rappresentanza territoriale in parlamento. All’estero, invece, oggi la rappresentanza è già inferiore rispetto ai principi di proporzionalità”.

“Diminuire gli eletti all’estero in maniera aprioristica e senza considerare il numero di connazionali residenti all’estero è controproducente, soprattutto in tempi nei quali l’emigrazione italiana è tornata a crescere”, osserva la sen. Laura Garavini, eletta in Europa.

Massimo Ungaro, deputato Pd eletto anche lui nella ripartizione estera Europa: “Sono contrario alla riduzione dei parlamentari eletti all’estero perché rappresentiamo già oggi un numero molto più esteso di cittadini” rispetto a chi è stato eletto in Italia. Secondo Ungaro dunque “i cittadini all’estero sono già penalizzati così. Un esempio? In Europa siamo in cinque. E abbiamo 2 milioni di cittadini”.

Raggiunto da Italiachiamaitalia.it si fa sentire anche Alessandro Zehentner, presidente del Comites di Barcellona e coordinatore di Forza Italia in Spagna: “Iniziano male, malissimo. Vogliono togliere la rappresentanza agli italiani all’estero invece di migliorare il sistema di voto”. “In Europa gli elettori sono circa 2 milioni, Calderoli vorrebbe forse un solo senatore per un collegio così vasto? In Italia viene eletto un Senatore in ogni collegio di circa 200.000 elettori, 15 volte meno di quanto da lui proposto”. Siamo pronti a scommettere che non finisce qui.

Per Luis Lorenzato il numero dei parlamentari eletti all’estero “è già ridotto. Non c’è motivo e non vedo la necessità di ridurre il numero dei parlamentari” eletti nella circoscrizione Estero, dichiara a 9Colonne. Deputato della Lega eletto in America meridionale, commentando le dichiarazioni del vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, sulla riduzione del numero dei parlamentari eletti all’estero, prosegue: fuori i confini nazionali “ci sono 5 milioni di italiani. C’è molto lavoro da fare e 18 parlamentari sono già pochi. Va bene ridurre i parlamentari italiani, ma non toccherei quelli eletti all’estero. Il numero è già ridotto”.

Ha ragione Michele Schiavone, Segretario Generale CGIE: la riduzione del numeri degli eletti all’estero è un ritornello che è tornato a farsi sentire spesso durante tutti questi ultimi anni. Chissà che stavolta si faccia sul serio. Il governo andrà fino in fondo? Lo capiremo presto. Non è comunque una delle priorità, uno dei temi sul tavolo. Di certo bisognerà tenere le antenne alzate e gli occhi bene aperti per saper distinguere tra chi difenderà con sincera passione gli italiani nel mondo e i loro interessi di rappresentanza e chi invece penserà soltanto alla poltrona e al proprio tornaconto.