Ricostituzionalizziamo lo Stato di Diritto – di Roberto Pepe

Siamo un Paese di blitz. La nostra storia militare è trionfante specialmente nelle azioni individuali di sabotaggio navale, come con i maiali, torpedini, MAS. Poi c’è l’Italia volenterosa risorgimentale, ma fallimentare proprio per gli egoismi politici locali sfrenati, ma per fortuna ci fu un singolo uomo, un certo Garibaldi, che con mille civili volontari senza soldi per una divisa, unì un’Italia mentre  potenti eserciti si impantanavano nell’italica burocrazia politica di sempre. Questa è la fotografia dell’Italia, dove la normalità logica quotidiana non esiste, ma si vive di eccezionalità d’intervento. In pratica si continua a dire: le regole ci sono, ma basta farle rispettare. Il problema è: chi controlla chi deve controllare le regole? Se poi il controllore, invece di controllare si fa gli affaracci propri e poi non viene sbattuto in galera, esemplarmente, con il doppio della pena?

Mio suocero trent’anni fa restò vedovo, ma continuò a ricevere la pensione della moglie per oltre un anno, nonostante, senza mai ritirare i soldi, ogni mese scrivesse una raccomandata, avvisando l’INPS del disguido. In compenso una cugina, trasferitasi dal paesello natio a Roma, un giorno fu avvisata che stavano vendendo la sua proprietà, ipotecata dallo Stato, in quanto, per omonimia, risultava che non avesse pagato le tasse. Ho letto che a Napoli i delinquenti rapinatori si riconoscono, perché sono gli unici a portare il casco in moto. Cinquant’anni fa un mio amico contadino di Latina mi disse che non portava più la propria frutta al mercato generale di Fondi, perché, allora, c’era da pagare il pizzo e non si poteva vendere direttamente in proprio, facendo lievitare i prezzi al consumo. Un mio amico che lavorava come commesso al Senato, già vent’anni fa prendeva tre volte lo stipendio di un pilota ed andò in pensione giovanissimo. Questa è una sintesi dell’Italia ultraconosciuta da tutti, tutti!

Il putiferio scoppiato artatamente,  riguardante le enormi magagne di uno Stato che non funziona (fisco, ospedali,…) è soltanto un’enorme bufala per tacitare l’opinione pubblica e per far vedere che si sta facendo qualcosa. Tutti pensano: ah, finalmente qualcuno se n’è accorto! Ma in realtà sono tutte manchevolezze arcinote dal tempo dell’Unione dell’Italia! Perfino dal tempo del fascismo, nel dopoguerra con il centrosinistra! Situazione di abbandono morale esasperato nel boom degli anni ’60, dove ognuno “magnava a quattro ganasse” e dove lo Stato lasciava fare per dar lavoro e far guadagnare chiunque in qualsiasi modo onesto, ma soprattutto disonesto, in quanto meno costoso! Lo Stato ha perso l’abitudine a controllare in primis, i propri dipendenti che devono controllare i cittadini. E quindi, per sopperire al normale andamento, ora fanno i blitz della Finanza, si mostrano gli stipendi dei governanti, controllano le pensiline dei bar, la sopraelevazione al centro storico, controllano chi ha la Ferrari, il Rolex,… ma queste sono tutte azioni da Pulcinella sporadiche da gradassi.

C’è una sola cosa da fare: “Ricostituzionalizzare lo Stato” e cioè riscrivere l’assetto delle Regioni che corrisponda ad una effettiva autonomia gestita omogeneamente nell’ambito nazionale, ridisegnando gli enti locali con le funzioni del Comune provinciale. Riconferire i compiti dei responsabili pubblici con precisi diritti e soprattutto: doveri. Abolire  e vietare l’ossimoro delle S.P.A. partecipate, gestite con soldi pubblici. Ridisegnare i compiti degli innumerevoli organi di polizia, codificando senza vie di scampo le tempificazioni ed i compiti delle autorità giudiziarie con relative responsabilità individuali. Vietare sperequazioni su compensi inammissibili tra differenti regioni, codificando limiti e tabelle di riferimento per stipendi e compensi pubblici, diminuendo drasticamente i componenti eletti, i doppioni, i portaborse, eliminando e vietando le doppie mansioni ed i consulenti strapagati (queste sono solo alcune voci, beninteso!). Proviamo a ricominciare dall’inizio!

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