Ricominciamo dalla scuola, regole più severe e insegnanti più tutelati

Spero che il nuovo ministro dell’istruzione, Marco Bussetti, concordi con il buon esempio proposto dal governo francese: l’abolizione dei telefoni cellulari in classe

“A mio padre devo la vita, al mio maestro una vita che vale la pena essere vissuta”. (Alessandro Magno)

“Colui che apre una porta di una scuola, chiude una prigione”. (Victor Hugo)

“La scuola non è riempire un secchio, ma accendere un incendio”. (William Butler Yeats)

“Un maestro di scuola può cambiare la faccia del mondo”. (Leibniz)

REGOLE PIÙ SEVERE

Anche in Italia, mi auguro, si adotteranno presto regole più severe (vorrei dire, di buon senso, ma forse il buon senso non basta più) per i comportamenti dei nostri studenti a scuola. Forse sono ottimista, cosa che (ahimè) non mi capita spesso. Forse la misura è colma, la pazienza è esaurita.

É UN’URGENZA PER IL GOVERNO

O, forse, almeno quelli, come me, che guardano senza pregiudizi al governo del cambiamento, confidano in benefici e tempestivi provvedimenti in ogni settore. Lasciatemi dunque essere fiducioso. Tutti ripetiamo spesso che una scuola efficiente è fondamentale per il futuro dell’Italia che verrà.

TUTELARE GLI INSEGNANTI

Gli insegnanti – i protagonisti – meriterebbero incoraggiamenti, attenzione e sostegno. Dovremmo selezionarli secondo competenze e preparazione, retribuirli dignitosamente e premiarli per il merito. E, prima di tutto, tutelarli e difenderli. È accettabile che si vada diffondendo la cialtronesca (o criminale?) abitudine, da parte degli studenti e/o dei loro familiari, di prendere a schiaffi o calci un insegnante giustamente severo?

UNA VOLTA CI SI ALZAVA IN PIEDI…

Auspico sanzioni molto più pesanti: sospensioni, espulsioni; e l’intervento puntuale della magistratura. Certo tutto é cambiato, non sarà semplice tornare al punto fondamentale: ristabilire l’autorità degli insegnanti, difendere la loro dignità, i diritti, le esigenze; recuperare o imporre il rispetto. Rimpiango l’epoca – la mia – in cui c’era l’abitudine di alzarsi in piedi, al momento dell’ingresso in aula degli insegnanti.

UN BUON ESEMPIO DALLA FRANCIA

Spero che il nuovo ministro dell’istruzione, Marco Bussetti, concordi con il buon esempio proposto dal governo francese: l’abolizione dei telefoni cellulari in classe. Per fortuna la Francia non è solo quella delle ipocrisie e delle contraddizioni di Emmanuel Macron, quello che prima ci insulta e poi neanche si scusa. E ricordo che questa regola era stata anticipata da una scuola in California: vietati cellulari, tablet, computer. Perché no in Italia?