Ricominciamo dagli italiani all’estero e dal Sistema Italia nel mondo

C’è bisogno di maggiore coesione, di una reale collaborazione, di una visione a lungo termine. C’è bisogno di dare agli italiani all’estero e al Sistema Italia nel mondo la visibilità che meritano

Angelo Viro, vicepresidente Casa de Italia Santo Domingo, dirigente del Movimento Associativo Italiani all'Estero

Il made in Italy oltre confine continua a crescere. Si calcola che nei prossimi quattro anni ci sarà un incremento previsto intorno al quattro per cento. Quantificando, si tratta di centinaia di milioni di euro. Noi italiani all’estero rappresentiamo per la diffusione del nostro brand una garanzia di radicamento sul territorio e quindi un importante motore di sviluppo.

Gli italiani di seconda e terza generazione comprano e consumano made in Italy, mangiano italiano, vestono italiano. Aiutano a mantenere alta la bandiera delle nostre eccellenze perché i loro padri, i loro nonni, hanno mantenuto le nostre tradizioni e hanno saputo tramandarle ai loro figli e nipoti. Essere bene integrati nei Paesi che ci ospitano non ci ha fatto dimenticare le radici e per farle comprendere ed amare anche ai nostri discendenti, c’è bisogno di farle sentire vive attraverso la conoscenza della lingua italiana prima di tutto, della nostra cultura, della nostra Storia.

Noi italiani all’estero esportiamo ovunque la nostra appartenenza, non fosse altro che per il nostro cognome. E’ qualcosa che ci caratterizza, a vita, e rivela all’istante le nostre origini. Quando ci presentiamo agli altri il nostro cognome comunica immediatamente la nostra italianità. “Ah, ma sei italiano?”, ci chiedono subito. È dunque il primo tratto distintivo della nostra cultura, del nostro essere italiani. Spesso si parte da lì per trovare spazi al nostro desiderio di condivisione e di affermazione. Il ruolo di noi italiani nel mondo assume una enorme importanza e andrebbe valorizzato, anche in questo senso.

Ci sono tanti modi per essere utili all’Italia. Contribuire a promuovere oltre confine il nostro made in Italy può moltiplicare il nostro business e attirare nuovi mercati.

C’è bisogno perciò di maggiore coesione, di una reale collaborazione, di una visione a lungo termine. C’è bisogno di dare agli italiani all’estero e al Sistema Italia nel mondo la visibilità che meritano, come protagonisti del presente e costruttori del futuro. Se sapremo raggiungere questo traguardo, avremo vinto.

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