Riccardi (Dante Alighieri), “essere italiani rappresenta una chance”

Per "troppo tempo" la battaglia della lingua è stata giudicata "secondaria", ma l'essere italiani "rappresenta una chance" in un mondo dove sono presenti "molti competitori"

Andrea Riccardi, presidente della Società Dante Alighieri, nel suo intervento alla III Edizione degli Stati Generali della lingua italiana nel mondo, a Villa Madama a Roma, ha sottolineato che per “troppo tempo” la battaglia della lingua è stata giudicata “secondaria”. Invece l’essere italiani “rappresenta una chance” in un mondo dove sono presenti “molti competitori”.

Nel marzo 2015, ha proseguito, “quando ho assunto la presidenza della Società Dante Alighieri, il problema che mi sono posto è stato superare l’ombra gloriosa dell’ital-nostalgia per fare diventare la Dante un’opportunità di rete, in un mondo nel quale l’Italia stentava a entrare”.

Riccardi ribadisce: “La posizione dell’Italia è stata malata di introversione e per troppo tempo ha considerato la battaglia della lingua secondaria. Noi ci siamo resi conto che l’essere italiani è una chance in un mondo con molti competitori. Un ponte per l’estroversione del Paese, per passare dall’Italnostalgia all’Italsimpatia. Attratti da un frammento italiano”.

“Esiste un mondo italiano fuori dai confini nazionali. Il mondo italiano lo si trova in tutte le latitudini, è un mondo che si sovrappone ad altri mondi e parla varie lingue. Il Ministero degli Esteri parla di vivere all’italiana e io vorrei dire che la Dante Alighieri si è concentrata su questa idea di patria grande. L’italianità tira, non è un caso che l’italiano è la seconda lingua più utilizzata nel mondo nel panorama delle insegne commerciali”.