Rete consolare, Porta e Marino (Pd) attaccano il MAIE di Merlo: “Fa solo demagogia”

Gli esponenti del Pd: “Giusto chiedere migliori servizi consolari, incoerente e strumentale manifestare solo adesso sotto la bandiera di un partito”

“Da anni il Partito Democratico, grazie alle sue concrete proposte frutto degli incontri con le collettività italiane in Sudamerica e del lavoro dei suoi circoli presenti su tutto il territorio, propone soluzioni ed è impegnato in Parlamento per migliorare i servizi consolari, a partire dalla collocazione di maggiori risorse a disposizione dei consolati italiani nel mondo. L’introduzione di un contributo economico da parte dei cittadini per finanziare la contrattazione di personale ed eliminare conseguentemente la cosiddetta ‘fila della cittadinanza’ è stata una proposta concreta del PD per individuare risorse e risolvere il problema”. Così inizia una dichiarazione congiunta di Fabio Porta, parlamentare eletto in America Meridionale, ed Eugenio Marino, Responsabile PD italiani nel mondo.

“Grazie ad una grande mobilitazione, da noi sostenuta e condivisa, migliaia di persone in tutto il mondo hanno sottoscritto una ‘petizione popolare’ on-line che chiedeva la destinazione delle risorse provenienti dai 300 euro per le domande di cittadinanza ai consolati. Questa petizione è stata consegnata lo scorso anno nelle mani del Capo del Governo italiano Matteo Renzi, che si è impegnato a sostenere questa giusta rivendicazione delle nostre collettività. Nella ultima legge finanziaria, approvata alla fine del 2016 per valere nell’anno in corso 2017, è stato approvato un emendamento – presentato dal deputato Fabio Porta – che faceva proprie le indicazioni della petizione popolare e destinava 4 milioni di euro (90 euro per ogni domanda di cittadinanza) ai consolati in proporzione a quanto incassato proprio grazie a tale contributo”.

On. Fabio Porta, Pd
On. Fabio Porta, Pd

“Nei prossimi mesi – proseguono Porta e Marino – queste risorse saranno distribuite ai consolati, a partire da quelli del Sudamerica e principalmente a quelli dove l’accumulo delle giacenze è maggiore, e potranno così – grazie alla contrattazione di personale locale – eliminare finalmente le lunghe attese, migliorando i servizi consolari e potenziando il lavoro a favore della nostra collettività.

Altri importanti provvedimenti sono stati presi negli ultimi mesi per migliorare i servizi consolari, a partire dal potenziamento delle agenzie consolari con la possibilità di rilasciare passaporti elettronici anche in queste strutture di rappresentanza”.

Porta e Marino attaccano quindi il Movimento Associativo Italiani all’Estero di Ricardo Merlo: “Mentre noi facevamo tutto questo, il MAIE, il movimento che sta promuovendo e organizzando oggi in tutta l’America Latina le manifestazioni davanti ai consolati per chiedere migliori servizi consolari, nulla faceva, dentro e fuori il Parlamento. Non sosteneva la petizione popolare (anzi attaccava e contestava il contributo dei 300 euro!) e votava contro – in Parlamento – la legge di bilancio che introduceva la destinazione dei 4 milioni di euro a favore dei consolati per eliminare la fila della cittadinanza. Come chiamare allora queste manifestazioni se non STRUMENTALI e DEMAGOGICHE?”.

Eugenio Marino, responsabile del Pd nel Mondo, da oggi coordinatore estero per Andrea Orlando segretario
Eugenio Marino, responsabile del Pd nel Mondo, da oggi coordinatore estero per Andrea Orlando segretario

L’attacco dei dem continua: “Perchè manifestare solo oggi, forse perché mancano pochi mesi dalle prossime elezioni? Non sarebbe stato più onesto impegnarsi ogni giorno tra i nostri connazionali e soprattutto in Parlamento, dove il MAIE ha tre parlamentari che mai hanno prodotto un risultato utile alla nostra collettività? Il Partito Democratico, in Parlamento e nella società, è a fianco dei cittadini italiani, degli italo-discendenti e di tutti gli ‘italici’ che giustamente reclamano e si mobilitano per migliori servizi consolari. Non saremo invece mai a fianco di chi vuole continuare a sfruttare la buona fede degli italiani all’estero, forse proprio perché poco informati su cosa succede in Parlamento e non solo, per ottenere un tornaconto di carattere elettorale e non per risolvere in maniera seria e definitiva i problemi degli italiani nel mondo”.