Rete consolare fatta a pezzi, italiani all’estero nel caos

Quanti ostacoli per chi, residente all’estero, deve rinnovare il passaporto oppure ottenere un visto per i parenti stranieri che vogliono visitare l’Italia. Telefoni che suonano a vuoto, appuntamenti urgenti fissati nel giro di mesi, ambasciate a centinaia di chilometri di distanza, consolati onorari inutili e agenzie private dai costi elevati. Un po’ come Asterix e Obelix alla ricerca del lasciapassare A38 in “Le dodici fatiche di Asterix”, dove una delle fatiche era affrontare la burocrazia romana. Molti lettori hanno segnalato le loro disavventure al Fatto Quotidiano, che oggi pubblica alcune delle lettere ricevute dai connazionali.

Tra queste, anche quella di Luca de Lorenzo, cittadino italiano residente nella Repubblica Dominicana. Eccola qui di seguito. Fino a quando?

LA LETTERA

Vivo a Santo Domingo, dove lavoro per mantenere una famiglia numerosa e dove l’ambasciata è stata chiusa nel 2014 dopo uno scandalo. Come me, qui ci sono moltissimi italiani iscritti all’Aire e con un’attività economica e sono rimasti senza supporto. Lo scorso marzo mi scade il passaporto. Chiedo il rinnovo all’ufficio di riferimento consolare qui a Santo Domingo e mi dicono di prenotare all’ambasciata di Panama. Qui mi rispondono che non risulto iscritto all’Aire, ma dal mio comune originario, Cavour (Torino), mi informano che risulto residente a Santo Domingo. Quindi la vecchia ambasciata si è dimenticata di inviarla a Panama.

Risolvo la questione, ma non è finita. Mi dicono che devo avere l’assenso al rilascio del passaporto dalla mia ex compagna, che però mi chiede arretrati per 16 mila euro, che non ho. Regolo anche questa faccenda, ma finora non ho ricevuto il nuovo passaporto. Non posso tornare in Italia a trovare mio fratello con la mia famiglia e non posso neanche viaggiare per lavoro. Sono fermo e mi si sono azzerate le entrate.

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