Responsabilità civile magistrati, questione di giustizia – di Leonardo Cecca

Premetto che sono completamente digiuno della "galassia" magistratura, ma da anni non si fa altro che sentire notizie che gettano discredito su tale potere dello Stato ed il tutto per colpa di taluni alla ricerca di visibilità o, peggio ancora, spinti da motivazioni politiche. Di tutti questi fatti disdicevoli hanno pagato le conseguenze tutti i contribuenti per le enormi spese sostenute, in particolar modo quelle relative alle intercettazioni, denaro sottratto ad esigenze ben più importanti. Coloro, poi, che per qualche "motivo" sono finiti nella macchina infernale che un magistrato può impunemente mettere in azione, hanno avuto la vita stravolta se non distrutta.

Ora che finalmente lo Stato ha dato corso a quello che gli italiani avevano chiesto con il referendum del 1987 (che vergogna democratica, ben 27 anni per rispettare il volere del popolo sovrano), cioè introdurre la responsabilità civile dei magistrati, le toghe insorgono, si sentono emarginate, o meglio, si sentono alla stregua di chiunque che, per negligenza o colpa, è chiamato a pagare. Dovrebbe essere una deduzione logica, morale, onesta e giusta, ma così non la pensano i magistrati.

Con ipocrisia mista ad arroganza sostengono che non possono essere paragonati ai comuni mortali (medici, avvocati, professionisti in genere) poichè "la loro è una posizione unica, perchè il giudice si trova di fronte due parti e quella che avrà torto sarà portata a reagire".

Orbene, con tale iperbolico assunto si pretende che chi ritiene di aver subito un torto debba stare solo zitto, sembra assurdo, ma è quanto è stato asserito. Anche il chirurgo, il medico generico e qualsiasi altra persona che lavora si trova nell’alternativa, non di dare torto o ragione, ma di prendere delle decisioni spesso irreversibili, a volte sbagliando, ma forse i giudici si sentono sopra le parti, tanto da trattare i loro simili con noncuranza. Se si sbaglia pazienza, qualche mese di galera, sputtanamenti etc, etc, possono solo far bene.

Da notare che chiunque può presentare denunce e querele, ma sussiste un organo filtro, che di certo sarà a maglie molto più strette se si tratta di valutare l’operato di un magistrato. Ad ogni buon conto, costoro vogliono ad ogni costo difendere il loro stato di onnipotenti in modo da veder scorazzare per l’Italia magistrati che, se fossero stati comuni mortali, per gli enormi danni che volutamente o per negligenza hanno fatto, avrebbero già da tempo vitto ed alloggio gratis presso le patrie galere. Purtroppo con incredulità siamo costretti a sopportare anche la presa in giro che qualche magistrato, per punizione, è stato trasferito, magari con una promozione, e proprio nella sede ove tempo prima aveva fatto domanda di essere trasferito.

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