Renzi in Veneto: “Possiamo cambiare l’Italia, ma non lasciatemi solo” [VIDEO]

“La riforma vuol dare più semplicità all’Italia. Se volete che questo Paese cambi, non per me e nemmeno per voi, ma per i nostri figli, non lasciatemi solo, perché da solo non ce la faccio"

Matteo Renzi torna in Veneto, a Treviso, dove aveva iniziato la sua avventura a Palazzo Chigi, con la prima uscita pubblica nel febbraio 2014, alla scuola media ‘Coletti’. Ma questa volta, oltre a scuole e impianti sportivi, si concentra sulle fabbriche, perche’ i conti dell’economia ancora non tornano.

Il presidente del Consiglio non si ferma e continua a portare avanti la battaglia per il sì al referendum costituzionale. E lo fa visitando il Veneto che produce, la Fassa Bortolo, poi la Tecnica, infine la Geox. Imprenditori che fanno la differenza. Per il capo del governo la sfida più importante delle prossime settimane resta quella del referendum del 4 dicembre.

Per Renzi “il sì alla riforma è un sì al futuro dell’Italia”. E sulla minoranza Pd che continua a remare contro, commenta: “Mi dice che non posso chiedere i voti alla destra. Ora ho capito perche’ si chiama minoranza. Se vuoi vincere devi riprendere anche i voti degli altri”.

Incontrando poi mondo economico e semplici cittadini all’auditorium ‘Appiani’, Renzi lancia un appello: “Se volete che questo Paese cambi, non per me e nemmeno per voi, ma per i nostri figli, non lasciatemi solo, perche’ da solo non ce la faccio”. “Se noi ce la mettiamo tutta, combattiamo contro la burocrazia – spiega – questo Paese non e’ un paese del passato”. “La riforma costituzionale vuol dare piu’ semplicita’ all’Italia. Non e’ un punto di arrivo ma di partenza, per costruire da uno Stato piu’ semplice il futuro del Paese. Per farlo la domanda e’ solo questa: Si’ o No”.

Incontrando i dipendenti della ‘Geox’ di Montebelluna, Renzi sottolinea: “La priorita’ oggi e’ dare fiducia all’Italia di domani, anche se non e’ facile. Cio’ che serve davvero e’ una iniezione di fiducia nei propri mezzi. Quella che trovato nelle aziende del trevigiano”. Le polemiche sul quesito contenuto nella scheda elettorale? “Questo quesito e’ quello che la legge prevede per la riforma costituzionale”, taglia corto il premier. L’ex sindaco di Firenze si dice “convinto che si possa fare un dibattito serio sul futuro del Paese, che e’ piu’ importante del mio futuro”.