Renzi, toglici l’Imu! – di Nello Passaro

Mentre la maggior parte degli italiani si gode le sacrosante vacanze di ferragosto al mare o in montagna, Renzi, certamente deluso e preoccupato per i risultati economici non proprio confortanti, insiste con la narrazione che gli è propria da quando è diventato premier: grazie all’operato del suo governo si e’ riscontrato un calo delle tasse, e questa tendenza sarà confermata anche dalla prossima legge di stabilità. Affermazioni a dir poco spudorate.

Gli italiani all’estero non possono sentirsi ulteriormente presi per i fondelli da queste esternazioni del nostro capo del governo.

Sta di fatto che per loro la casa che con fatica continuano a mantenere in Italia è gravata da IMU e Tasi, per giunta con aliquote da seconda abitazione. Una tassazione talmente iniqua che può considerarsi un sopruso. Sul versante delle tariffe sui servizi, non stiamo neanche a parlarne; così il per il nuovo canone Rai, con dodici mensilità su dodici.

L’unica domanda che gli italiani all’estero pongono a Renzi ed ai rappresentanti del PD eletti all’estero e’ la seguente: quando smettera’ il governo italiano, nella fattispecie il governo Renzi, di riservare questo trattamento a chi è italiano tanto quanto chi vive in Italia? Forse si inventerà nuove promesse quando si dovrà votare? E saranno i suoi rappresentanti eletti all’estero capaci di imporre un cambio di rotta a partire dalla prossima legge di stabilità, ripristinando uno stato di diritto e rispetto per coloro che di fronte a questo atteggiamento si sentono beffati e traditi?

Si sarà reso conto nel frattempo l’on. Fedi che e` inopportuno mettere a confronto la situazione degli italiani all’estero inerente la fiscalità sui loro immobili con quella degli italiani costretti ad emigrare sul territorio nazionale? Il confronto non regge. L’italiano all’estero che lascia il suo immobile, ereditato o costruito nel tempo in Italia, cerca di mantenerlo fino al persistere della sua residenza all’estero. Esso rappresenterà per sempre il suo punto di riferimento costante in Italia.  Un’altra dinamica caratterizza invece la situazione dell’emigrante sul territorio nazionale. Infatti egli, se non dovesse far ritorno, prima o poi cerchera’ di vendere il suo immobile per posizionarsi definitivamente altrove. Quindi sul piano fiscale, e non solo, la situazione nel tempo assume contorni nettamente diversi. Al carattere di transitorieta’ che caratterizza l’uno, fa riscontro una situazione del tutto diversa per l’altro.

In rapporto invece ai benefici economici per i territori di provenienza dell’uno e dell’altro si riscontra un apporto ben diverso. Gli italiani all’estero con i loro investimenti ne accrescono l’aspetto economico mentre gli altri lo depauperano cercando, comprensibilmente, di vendere ed investire il frutto dei loro ricavi altrove senza apportare alcun valore aggiunto.

Sono tanti gli italiani del Sud emigrati al Nord che vendono o hanno venduto i loro beni per investire al Nord. Essi, se acquistano altrove, avranno sempre il beneficio di veder considerata la loro abitazione come prima casa, cio’ che non avviene o non potra’ mai avvenire per gli italiani residenti sul territorio estero. Il perche’ di questa distinzione e di questo riferimento e’ dovuto al fatto che si vuole sollecitare l’on. Fedi e tutti i suoi colleghi del PD a non porsi delle remore, che potrebbero essere anche viste come  pretestuose, e di dare il loro appoggio incondizionato affinche’ si possa porre fine a questa vergognosa discriminazione di cui gli italiani all’estero sono vittime, sostenendo una causa che e’ giusta e sacrosanta.

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