Renzi pigliatutto e i dubbi democratici – di Marco Zacchera

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi durante la presentazione della pedonalizzazione di piazza San Firenze, 3 giugno 2013 ANSA/MAURIZIO DEGL' INNOCENTI

Oggi il Capo del governo e quindi Presidente del Consiglio è il sig. Matteo Renzi – non eletto premier in nessuna elezione e neppure parlamentare, solo “nominato” e basta – che è contemporaneamente anche il segretario nazionale del PD, ovvero del maggior partito italiano nonché, “ad interim”, ora anche  il ministro delle Infrastrutture e grandi opere.

Renzi sta per far votare una legge elettorale ed una riforma costituzionale per cui a decidere in Italia ci sarà un Parlamento composto da una sola Camera dove il primo partito – anche senza avere la maggioranza dei voti –  avrà però automaticamente la maggioranza assoluta dei seggi. Gli eletti saranno per oltre l’80% i capilista dei singoli collegi, persone non scelte dai cittadini ma dai partiti o, meglio, dai capi degli stessi partiti senza possibilità per gli elettori di esprimere preferenze se non in casi rarissimi.

Il signor Matteo Renzi potrà quindi nominare chi vuole e farlo eleggere, predeterminando quindi una “sua” ampia maggioranza di fedelissimi in Parlamento del “suo” stesso partito di cui appunto è anche segretario.

Il futuro Parlamento a Camera unica – e quindi lo stesso Renzi – nominerà anche tutta una serie di cariche, dal CSM alla Corte Costituzionale (controllando quindi anche la Giustizia) oltre al  Presidente della Repubblica. Una sola persona controllerà quindi il potere legislativo, esecutivo e giudiziario.

Se queste cose le avesse decise Benito Mussolini, quanti “democratici” starebbero ora piangendo sulla mancanza di democrazia? La gente è delusa, distratta, stufa della politica… Ma non sarebbe ora di preoccuparsi un po’ ed avere almeno la libertà con il voto di preferenza di scegliersi il proprio deputato?

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