Renzi in Sardegna, ‘Italia può crescere se il Sud torna a correre’

Il premier Matteo Renzi, il cui arrivo e’ previsto nel pomeriggio a Sassari per la firma, con la Regione, del Patto Sardegna che prevede complessivamente circa 2,9 miliardi di finanziamenti, ha spiegato in una mail e in una intervista i motivi della missione nell’Isola.

"Nel 2015 il Governo – ha scritto il premier – aveva preso un impegno con la Sardegna, oggi arrivo a Sassari per mantenerlo. Con la Regione firmeremo un Patto che vale 2,9 miliardi di interventi infrastrutturali, recupero ambientale, azioni in campo energetico e industriale, valorizzazione dei settori turistici e culturali. Gli interventi – continua la mail pubblicata dal quotidiano La Nuova Sardegna – saranno tanti, ma ne cito uno che sta particolarmente a cuore a chi abita nel nord della Sardegna: ci sono i fondi per completare la quattro corsie Sassari-Olbia".

Poi la conclusione del premier che e’ anche un messaggio politico-economico: "L’Italia puo’ crescere se il Sud torna a correre: ecco perche’ abbiamo deciso di firmate i Patti con le Regioni e le citta’ del Mezzogiorno. Sono accordi con impegni precisi e dettagliati, nella massima trasparenza. Per questo il Patto con la Sardegna rappresenta veramente una delle pietre miliari per il rilancio del Mezzogiorno".

"Nel Patto si affrontano i nodi cruciali per il futuro della Sardegna – ha ribadito il premier anche in una intervista al quotidiano L’Unione Sarda – come la realizzazione di assi infrastrutturali decisivi, rete ferroviaria in testa, con i 100 milioni del Patto piu’ i 125 Rfi per rendere i tempi di viaggio concorrenziali con quelli su strada; il completamento e la risistemazione di molte strade tra le quali alcune parti della 131 e il completamento della Sassari-Olbia. Il recupero ambientale e paesaggistico, l’approvvigionamento energetico, il rilancio industriale e produttivo, la valorizzazione culturale e turistica".

Alla domanda specifica sulla continuita’ territoriale e sulle low cost Renzi ha risposto: "Sulle tasse aeroportuali il Governo ha preso un impegno e l’ha mantenuto, con il Parlamento, intervenendo con le risorse necessarie per il resto del 2016 ed ha assunto l’impegno per il prossimo biennio 2017-2018 nella prossima legge di Stabilita’. C’e’ una richiesta crescente di trasporto aereo in Italia e contiamo che le compagnie siano pronte a rispondere".

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