Renzi e il teatrino della politica italica – di Leonardo Cecca

Il deplorevole teatrino italico della politica va sempre a gonfie vele. Non passa giorno che non vadano in scena nuove deplorevoli puntate. Ora il grande regista Napolitano, che da anni sta facendo il super partes alla casareccia, cioè come piace ai comunisti, dopo un’intervista, che aveva più il senso di pubblicizzare un suo libro che altro, con una lettera al Corriere della Sera ha esaltato il suo alto senso di responsabilità nell’accettare il secondo mandato, per il quale ha, secondo lui, pagato "un prezzo alla faziosità", riuscendo così ad attribuirsi anche un’aura di martire.

Se fosse stato veramente super partes, come la Costituzione comanda, forse non saremmo con le terga per terra come siamo adesso.

Ora nel bene e/o nel male è stato rabberciato alla meglio un governo sotto la guida di un personaggio che ha più le sembianze di un venditore di piazza che di un politico. Renzi sforna e cambia proposte con una disinvoltura un po’ sospetta ed è difficile, credo anche per gli esperti, capire dove costui vada a parare e ad attingere le risorse.

L’uomo nuovo della politica si muove a tastoni, viene strattonato da tutti e tutti rassicura. Quello che fino ad oggi è certo è che a fronte dei pochi euro che assicura di dare, ma non a tutti, ci saranno aumenti di tasse e di trattenute. Oltre a questo quello che sicuramente ci sarà, grazie all’abolizione del reato di clandestinità, è il girovagare di masse di extracomunitari con tutti i disagi e l’insicurezza che ne derivano.

Altra idea che Renzi non doveva esternare, e che giudico semplicemente una boiata in cerca di visibilità e di voti, è quella relativa all’abolizione del segreto di stato. Chi spera di trovare su certe stragi impunite delle verità, non condite dalla "sapienza" di una certa magistratura, è semplicemente un boccalone e/o uno che non ha sentito parlare di quanto è accaduto dal 1992, anno di nascita di tangentopoli, ad oggi.

Chissà cosa pensa Napolitano di tale idea, quando lui mesi or sono pretese, avvalendosi della Carta, la distruzione delle intercettazioni telefoniche che lo riguardavano.

Vabbè, cambiare idea non è poi un gran peccato, a certi livelli poi è quasi una norma. Quello che è deplorevole, nel contempo ridicolo oltre ogni misura, è che i maggiori ostacoli per Renzi provengano dal suo stesso partito e dal Ncd.

Alfano, il leader di questo "immenso" partito che si adopera con ogni sistema per superare la misera quota di sbarramento, sembra che abbia il solo ed unico obiettivo di restare in poltrona facendo lo zerbino di Renzi.

Casini, alleato di Alfano e sempre a corto di idee, questa volta per far sentire la sua voce non ha avuto di meglio da dire che non si deve fare dell’immigrazione una questione politica, sorpassando in tal modo il ridicolo di anni luce.

Anche dalle parti di Fi le cose sembra che vadano sempre peggio: si ha l’impressione che in tale partito giri un gatto feroce ghiotto di topi e, pertanto, i sorci continuano a scappare ed a cambiare il colore del pelo; l’ultimo, per il momento, sembra che sia Bondi, proprio quel personaggio che, con la camicia rossa, fu eletto anche sindaco per poi salire sulla barca di Berlusconi. Già 1992, quando era sindaco comunista, gli attivisti lo paragonavano ad un rapanello, cioè rosso fuori e bianco dentro.

Adesso sì che i vari leader europei possono ben ridere nel vedere come i loro interlocutori di sinistra hanno ridotto il nostro Paese. Loro volevano far fuori Berlusconi e le nostre marionette hanno abboccato.

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