Renzi a #Cartabianca: “A gennaio campagna elettorale, io candidato premier”

“Sono il candidato premier, ma chi farà il premier non lo decide il Pd se non avrà il 40%". “La Lega ha rubato, restituisca i soldi”

Matteo Renzi

Quando si vota? “Ora c’e’ la legge di bilancio, poi nel primo semestre del 2018 ragionevolmente si andra’ a votare. Quando si votera’ lo decidera’ Mattarella”. Parla Matteo Renzi, segretario del Partito Democratico, che prosegue: “Per me la campagna elettorale inizia a gennaio ma piu’ che dei posti in Parlamento ora occupiamoci dei posti di lavoro. E’ importante che il governo faccia le ultime cose della legislatura”.

L’ex presidente del Consiglio è ospite a Carta Bianca su Rai Tre. “Io sono il candidato premier, lo hanno deciso le primarie, ma chi fara’ il premier non lo decide il Pd se non avra’ il 40%”. “Se ci sono le condizioni uno fa il premier, se non ci sono le condizioni uno dà una mano, io sono convinto che il Pd possa farcela ad arrivare al 40%”. “Con questa legge elettorale l’obiettivo e’ fare meglio dell’ultima volta, cioe’ meglio del 25%. Ma per vincere ci vuole il 40%, e io ci spero, perche’ no”. “Non da solo, ma con le associazioni, i movimenti civici, i sindaci che in questo momento non si riconoscono in nessuna forza politica”.

Sulla questione dei conti bancari bloccati alla Lega: “La Lega ha rubato, che sia quella di Bossi o Salvini non cambia che la Lega ha rubato, lo dicono i magistrati, Salvini cominci a rimborsare gli italiani. La Lega ha rubato i soldi degli italiani ed ora piange miseria. Chi paghera’ la campagna elettorale? Di solito la paga Berlusconi…”.

“Il Pd con tutti i suoi limiti, se smette di litigare, e’ l’unico argine al populismo“. “Domenica scorsa è uscita una foto evidente: da un lato Berlusconi che per l’ennesima volta è tornato in campo, dall’altro Salvini e dall’altra ancora il Movimento 5 Stelle che con una procedura trasparente ha scelto il suo leader. Da un lato il centrodestra a trazione leghista e dall’altro Grillo. Un cittadino che guarda quella foto si rende conto che il Pd con tutti i suoi limiti, se smette di litigare, è l’unico argine al populismo. Quando sento dire che Salvini si sente a casa sua in Corea del Nord mi preoccupo per i miei figli. Aiutiamolo a casa sua allora”.

Sullo ius soli: “Il Pd è tutto favorevole, ma in Senato in questo momento non ci sono i numeri perché c’è paura”.

“Provo orgoglio che oggi il governo ha un consenso forte. C’e’ ammirazione, mai invidia”. “Ci sono dei momenti per accelerare sulle riforme e un tempo per raccogliere i frutti”, dice il segretario dem. “Quando chiesi al presidente della Repubblica di fare Gentiloni ministro degli Esteri qualcuno storse il naso, ma io conoscevo il suo valore. Oggi provo orgoglio”.

“MOLTI EX OSSESSIONATI DA ME, SBAGLIANO MATTEO”

“Talvolta molti compagni di strada, anzi ex, sembrano ossessionati da me. Secondo me hanno sbagliato Matteo, nel popolo della sinistra non ne trovo uno preoccupato da Matteo Renzi ma da Matteo Salvini”.

LEGGE ELETTORALE

Si delinea intanto la nuova proposta del Pd per la legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum 2.0 che e’ caratterizzato dalla presenza di coalizioni nazionali nei 231 collegi uninominali, che invece non c’erano nella prima versione del Rosatellum. Un elemento che i Dem offrono a Giuliano Pisapia, a Forza Italia, che eviterebbe il listone unico con Lega e Fdi, e ad Ap, che ha fatto una cauta apertura. Anche l’atteggiamento piu’ morbido del partito di Alfano sullo ius soli indicherebbe che il dialogo sulla legge elettorale e’ aperto. Ma Matteo Renzi resta cauto in attesa di sviluppi: “Il Pd ci ha provato e ci prova ma credo che molti degli altri partiti facciano melina e sarebbe bene che la legge elettorale fosse il piu’ possibile condivisa”, ha detto questa sera il segretario a Carta Bianca.