Renzi a Napoli, ‘l’Italia deve fare l’Italia: avanti con le riforme’

CRO MATTEO RENZI ALLA STAZIONE MARITTIMA (NEWFOTOSUD ANTONIO DI LAURENZIO)

Matteo Renzi arriva a Napoli. La visita del presidente del Consiglio nel capoluogo campano parte da una scuola di Secondigliano. Dieci minuti di botta e risposta con i bambini della scuola ‘Parini’ – terzo circolo didattico -, periferia nord della città. "Come si chiama questa scuola?", ha esordito Renzi. Poi ha aggiunto: "Mi hanno detto le mamme che qui spesso la strada e’ sporca per i bisogni dei cani. Ci deve essere chi pulisce e tocca al Comune, ma anche i cittadini devono fare la propria parte".

Poi Renzi si e’ rivolto ai piccoli interlocutori, una cinquantina, ed ha chiesto: "Siete mai stati a Roma?". La risposta e’ stata: "Si’, abbiamo fatto 3 a 1", con il pensiero alla finale di Coppa Italia. "La prossima volta – ha replicato il premier – vi porto a vedere Palazzo Chigi. Adesso vivo lì”.

Il premier è accompagnato dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti e dal sottosegretario Graziano Delrio ed è stato accolto da alcune centinaia di persone. Renzi ai bambini ha portato una copia della Costituzione e improvvisato una breve lezione di educazione civica in cortile.

"A Napoli, Secondigliano, dentro le scuole. La lotta alla camorra, la scommessa per una cittadinanza diversa parte da qui". Lo scrive su Twitter il premier Matteo Renzi.

L’INCONTRO IN PREFETTURA Poco dopo le 10 il premier arriva in Prefettura per un incontro sul tema “Utilizzo dei fondi strutturali”.

"La quantità di denari che arrivano dall’Europa è imbarazzante: i denari che il paese non sta spendendo o in alcuni casi spende male gridano vendetta". "Non voglio che termini la mia esperienza politica – ha proseguito – senza aver chiarito a me stesso il grado di straordinaria opportunità che l’Ue può essere", anche se dicono che bisogna "gridare contro l’Ue e fare campagna elettorale contro i tedeschi".

"Se avessimo fatto quello che hanno fatto i tedeschi tra il 2000 e il 2010 in termini di riforme strutturali, a partire dalla riforma del lavoro, non avremmo il deficit che abbiamo, la difficolta’, non avremmo lo spread in termini di distanza tra aspettative e realta’ che abbiamo oggi".

Per questo, sulle riforme l’Italia deve andare avanti. "L’Italia deve fare l’Italia" e questo significa che "come paese ha il dovere di non indietreggiare di mezzo centimetro rispetto al complesso delle riforme". E ne abbiamo "avviate" gia’ molte "rispettando i tempi".

"In vista del determinante passaggio sulle europee noi vogliamo smontare due considerazioni: che l’Italia sia il problema dell’Europa e che il Sud sia il problema dell’Italia. Dentro di noi c’e’ la possibilità di uscire dalla crisi. Non e’ vero che il nostro problema deriva dall’Europa. Se l’Italia fa l’Italia possiamo guidare l’Europa. E non e’ vero che il Sud e’ spacciato. Possiamo rimettere in moto la speranza".

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