Renato Brunetta e il carrozzone centrodestra – di Luca Dassi

Renato Brunetta, già ministro del governo Berlusconi, non vede di buon occhio l’attivismo di Stefano Parisi, l’uomo incaricato da Silvio Berlusconi in persona di rinnovare Forza Italia. La convention organizzata a Milano, per settembre, dall’ex ad di Fastweb? “Di convention è pieno il panorama politico italiano. Non abbiamo bisogno di minestre riscaldate”. 

Eppure nello stesso post il presidente dei deputati azzurri propone una minestra riscaldata che puzza di vecchio. Lo fa quando scrive che per rilanciare il centrodestra c’è bisogno di persone come Quagliariello, Rotondi, Cesa, Fitto. Roba da pazzi. Tutta gente rottamata dagli elettori e che ad oggi non contano un bel nulla a livello nazionale.

Brunetta vorrebbe ripartire da “coloro i quali hanno governato l’Italia per dieci degli ultimi vent’anni”. Che poi però sono stati  cancellati dal Parlamento e dallo scenario politico. Suvvia, Brunetta. Fatti venire nuove idee, perché se il centrodestra per tornare a vincere ha bisogno di Cesa o Rotondi, ovvero di un carrozzone centrodestra che comprenda cani e porci dalla prima repubblica in avanti, e che vinca magari le elezioni ma non riesca a governare; se per tornare al governo il centrodestra deve ricorrere a minestre riscaldate, come proponi di fatto tu, allora ci terremo Renzi – o Grillo – per i prossimi dieci anni.

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