Regno Unito, chiesa anglicana dice no a donne vescovo

Alla fine l’hanno spuntata i tradizionalisti. Il sinodo generale della chiesa d’Inghilterra ha detto no all’ordinazione di donne vescovo. Perdendo un’occasione secondo alcuni, mantenendo un’identita’ secondo altri. Si è trattato comunque di un voto storico, frutto di discussioni e di confronti, anche duri ed intensi, durati almeno 10 anni, se non il doppio secondo alcuni esperti, da quando vent’anni fa si comincio’ a cambiare tutto ordinando la prima donna sacerdote. La proposta per passare avrebbe dovuto ottenere i due terzi dei voti del sinodo. E’ stata bocciata per un pugno di voti, al termine di una lunga giornata di discussioni.

La peculiarità, tuttavia, e’ che a bloccare la nuova legislazione e’ stata la componente laica del sinodo. L’organo legislativo si articola infatti in tre camere, rispettivamente composte dai vescovi, dal clero e dai laici.

Le prime due hanno votato a favore con la maggioranza dei due terzi richiesta, mentre nella terza non si sono raggiunti i numeri necessari perche’ la proposta potesse passare.

Ha espresso ‘delusione’, reagendo a caldo, l’arcivescovo di Canterbury uscente, Rowan Williams, considerato il ‘padre’ di questa causa ancora molto contestata come dimostra il voto odierno.

Nei dieci anni in cui ha guidato la chiesa d’Inghilterra, diversi dei quali segnati da non poche controversie, Williams e’ stato infatti il principale fautore del dibattito che ha comunque portato a questo punto. ‘Mi dispiace per le donne nella chiesa – ha detto oggi – e per quegli uomini che le sostengono. ‘E’ un’opportunita’ mancata’, ha detto ancora Williams, ma non perduta, perche’ il processo puo’ essere riavviato, sebbene il testo non possa essere ripresentato al Sinodo prima di alcuni anni, almeno tre e fino a cinque. ‘Bisogna comunque registrare che i voti a favore sono stati moltissimi, e’ da li’ che dobbiamo ripartire’, ha chiosato il prelato.

Il testimone passa cosi’ a Justin Welby, appena nominato successore di Williams di cui prendera’ ufficialmente l’incarico a marzo, e che gia’ si era schierato anche lui per il si’ . ‘Dobbiamo portare a termine il lavoro e dobbiamo farlo adesso’ ha detto oggi l’arcivescovo designato, intervenendo ad assemblea riunita, ed esortandola al rispetto della ‘diversita’ e non alla divisione’.

Non e’ finita qui, dicono cosi’ questa sera i piu’ battaglieri sostenitori della causa, guardando con speranza a quelle comunita’ anglicane che si trovano in altre latitudini, come in Nuova Zelanda e in alcune aree dell’Africa, dove le donne vengono ordinate vescovo ormai da numerosi anni.

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