Referendum, Forza Italia al lavoro per campagna per il No

Il Comitato di presidenza di Forza Italia, riunitosi nelle scorse ore presso la sala Colletti del gruppo parlamentare azzurro a Montecitorio, dopo aver preso atto delle dimissioni irrevocabili della senatrice Mariarosaria Rossi da Commissario dell’amministrazione di Forza Italia – alla quale e’ andato il ringraziamento di tutti i vertici del partito per l’impegno profuso -, ha ratificato la nomina, indicata nei giorni scorsi dal presidente Silvio Berlusconi, del senatore Alfredo Messina quale nuovo Commissario dell’amministrazione di Forza Italia.

In conclusione dei lavori e’ stato ribadito l’impegno del presidente Berlusconi e di tutta Forza Italia per la campagna referendaria per il ‘no’ alla riforma della Costituzione Renzi-Boschi, con la mobilitazione di tutto il partito a livello centrale e territoriale.

Sestino Giacomoni, che ha presieduto la riunione del Comitato di presidenza, e Gregorio Fontana, responsabile organizzativo nazionale, hanno infine illustrato la circolare inviata nella giornata di ieri a tutti gli organismi periferici di Forza Italia per la costituzione dei Comitati locali per il ‘no’ al referendum.

"Forza Italia è impegnata a tutti i livelli per dire un sonoro No al referendum costituzionale. Su impulso del Presidente Berlusconi stiamo moltiplicando gli sforzi per dare vita su tutto il territorio nazionale ai ‘Comitati per il No’, con numerose iniziative che spieghino con chiarezza agli italiani le bugie e le storture delle pasticciate riforme del governo Renzi". Lo dichiara la senatrice Anna Maria Bernini, vice presidente vicario di Forza Italia a Palazzo Madama.

"Una mobilitazione – aggiunge Bernini – che ci vede al fianco non solo dei partiti che animano il comitato nazionale, ma di centinaia di associazioni e movimenti civici la cui voce a sostegno della democrazia e della sovranità popolare deve essere amplificata. Non siamo disponibili ad alcuna forma di baratto tra un valore a peso massimo come la tutela della nostra costituzione e mirabolanti modifiche alla legge elettorale, che semplicemente non sono una priorità e non ci interessano. Come non interessano agli italiani".

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