Referendum costituzionale, un Sì per la stabilità democratica dell’Italia – di Gianni Farina

Care e cari connazionali, care e cari democratici,

             anche all’estero gli italiani si stanno mobilitando per il Referendum costituzionale d’autunno. Il primo appuntamento in Europa si terrà in Svizzera, a Ginevra (sabato 11 giugno, ore 19, UNI-MAIL Boulevard du Pont-d’Arve 40). Un confronto, tra me e il senatore Felice Casson, organizzato dal Partito democratico ginevrino e dai comitati locali “Basta un sì” e “NO alle modifiche costituzionali”.

E’ la mia prima iniziativa pubblica. Con l’aver favorito la nascita del Comitato promotore “Sì della ragione” comincio questa campagna referendaria con grande serenità. Non appartengo a quelle categorie che si combattono tra vecchio e nuovo, bene e male. Io vengo da una storia di grande patriottismo costituzionale.

Francamente non vedo quelle preoccupazioni per la democrazia che sollevano gli oppositori della riforma. Sono convinto che questa riforma costituzionale contribuirà ad assicurare la governabilità della nostra società negli interessi generali di tutto il Paese. Sono 41 articoli che modificano la seconda parte della Costituzione salvaguardandone i valori fondanti.

Il Disegno di Legge di Riforma costituzionale (Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione) dopo ben due anni di lavoro e 4 passaggi parlamentari ha avuto il via libero il 12 aprile 2016. Ora saranno i cittadini a decidere sull’entrata in vigore della riforma con il referendum confermativo, poiché il testo è stato approvato senza la maggioranza dei due terzi del Parlamento (420 deputati e 210 senatori). Questa volta il referendum non avrà bisogno del quorum: vince l’opzione più votata tra “SI” e “NO” alla conferma della legge.

La Circoscrizione Estero viene mantenuta. Anche il numero degli eletti nella nuova Camera è confermato. Certo, mancherà la rappresentanza degli italiani all’estero in Senato, ma ho già visto che Comites e Cgie iniziano a parlare di una loro delegazione nella nuova Camera dei territori e delle Regioni.

Sono certo che saprete apprezzare il profilo di un Paese più moderno, più operoso e pronto ad assumere le decisioni. Chi vive all’estero si attende un’Italia più dinamica ed apprezzata nel mondo. Il referendum sarà l’occasione per fare un serio passo in avanti in questa direzione.

Vi invito, cari amici e care amiche, ad impegnarvi per introdurre strumenti di rappresentanza e di ammodernamento che già i nostri padri costituenti ritenevano necessari. Entrate e sostenete i Comitati per il SI’ che si stanno costituendo in Italia e all’estero. Sono convinto che se saremo all’altezza della grande sfida, l’unità nazionale uscirà più forte.

*deputato Pd eletto all’estero