Redditi dei parlamentari, mattone e auto di lusso per i nostri politici

C’e’ chi come Luca Barbareschi compra casa a New York per oltre un milione di euro, chi come Guglielmo Picchi sceglie un appartamento a Londra ma anche chi preferisce investire in vigneti vicino Aosta (Roberto Nicco). Le dichiarazioni dei redditi 2011 fanno emergere un Parlamento che investe molto nel mattone piuttosto che in azioni e, al contrario di altri anni, sono pochissimi gli appassionati di barche che piu’ prosaicamente scelgono di cambiare macchina.

Nel parco auto c’e’ un po’ di tutto e spunta anche qualche Porsche: Giuseppe Vegas, ora al vertice della Consob, cede la sua per acquistare una Bmw mentre Giorgio Holzmann ne acquista una nuova di zecca al contrario di Giorgio Conte che la rottama.

Anche il deputato dell’Italia dei Valori Franco Barbato si disfa della quattro ruote, una Alfa Romeo, e Giorgio Stracquadanio svuota tutti i garage, vendendo in un anno due cinquecento e una multipla. Macchine di lusso ma non solo. Giovanni Paladini acquista infatti una Panda, Paola Concia una Ford Fiesta.

Il coordinatore delle commissioni economiche del Pd Francesco Boccia e’ invece tra quelli che scelgono di investire nel mattone comprando una casa a Roma dopo essersi sposato: peccato pero’ che sulla dichiarazione dei redditi risulti ancora ‘libero’ al contrario della moglie Nunzia De Girolamo (Pdl).

‘Un semplice errore’, spiega la deputata una volta contattata al telefono. In effetti il matrimonio si e’ tenuto a fine anno e dunque non dovrebbe ancora risultare ai fini della dichiarazione.

Restando alle case, se l’ex ministro Renato Brunetta acquista parti di un immobile con tanto di terreno sull’Ardeatina, Marco Milanese, ex braccio destro di Giulio Tremonti, si libera della casa a Cannes. E senza proprieta’ risulta anche Claudio Scajola. Munifico poi il piu’ ricco fra gli onorevoli, il capogruppo del Misto Siegfried Brugger, che ha donato varie parti di un edificio all’interno di un complesso che si chiama ’12 ville’.

Nelle oltre 600 dichiarazioni infine c’e’ poi posto per le spese elettorali: Luigi Fabbri allega un lungo elenco e afferma di aver speso, fra personale e materiale, ben 52mila euro e di aver avuto ‘contributi da terzi’ per quasi 80mila euro.

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