Rai, Meglio una Tatcher che un Santoro – di Margherita Genovese

E così i bancari, perchè di alti funzionari dello Stato si tratta e non di proprietari di istituti di credito, finalmente faranno i conti prima di pagare profumatamente le suggestioni inquietanti di Saviano o le elucubrazioni qualunquiste di Celentano. Santoro rosica, come si dice a Roma. Lui dice in nome della cultura tradita, noi diciamo in nome del business perduto.

Monti e’ stanco, lo si vede nel viso, lo si percepisce dalle parole meno pretenziose e rassicuranti di sei mesi fa; il popolo non capisce, i partiti perdono consensi e sono pronti a voltargli le spalle. I vecchi, quelli più vecchi, ripetono lo stesso anatema: "Ci vorrebbe una guerra", si presuppone per farci capire quali sono le vere tragedie della vita.

A parte il fatto che ci pensa già il terremoto a tarparci le ali, siamo in tanti ormai ad avere cambiato abitudini e tagliato molte spese cosiddette voluttuarie (?). Gli unici che continuano a spendere senza criterio sono sempre loro: i politici, i burocrati, gli squali della comunicazione.

Ben venga un ragioniere di buona scuola e di sana gestione; purchè sia di carattere forte e ben deciso a tenere lontani dai bilanci i partiti e i profittatori di ogni specie.

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