Rai, De Petris (Leu): “Foa non può essere un presidente di garanzia, lo dice la sua storia”

La senatrice in Vigilanza Rai: “Casalino e i funzionari infedeli? Se non si hanno le prove sono accuse gratuite per voler piegare qualcuno ai propri voleri”

La Sen. Di Leu Loredana De Petris (membro della Comm. Di Vigilanza Rai) su Foa presidente Rai a Radio Cusano Campus ha detto: “Che non possa essere un presidente di garanzia lo dice la sua storia, anche recente –ha affermato De Petris-. Non tanto per il suo pensiero politico, quanto per il fatto che ha assunto posizioni quasi da militante. La legge su questo punto è abbastanza chiara ed è chiara anche sul fatto che debba avere un consenso molto ampio in vigilanza, proprio perché dovrebbe garantire il pluralismo del servizio pubblico. Anche l’accordo fatto con Forza Italia è la dimostrazione che non sarà purtroppo un presidente di garanzia per la Rai. E’ chiaro che ognuno sia portatore di proprie idee, ma nel caso di Foa ha lavorato con siti che si occupano di veicolare informazioni che non sono quelle che dovrebbero essere date da un servizio pubblico. I tweet contro il Presidente della Repubblica non sono certo da ascrivere a un curriculum di un giornalista che dovrebbe essere lì, almeno formalmente, di garanzia. Il metodo Foa denuncia un approccio da parte del governo che mi è sembrato un approccio in continuità con quello che purtroppo è sempre accaduto in Rai. Si è arrivati a Foa presidente dopo una contrattazione con Forza Italia, quindi il maggiore competitor della Rai”.

Su Casalino e i presunti funzionari infedeli. “La nostra Costituzione dovrebbe garantire la terzietà della PA. E’ chiaro che può esserci chi non assolve al suo compito di fedeltà, ma io credo che un governo abbia tutti gli strumenti per verificare se i dati che vengono riportati non sono veri. Per questo l’attacco è una cosa grave. O si hanno le prove di un comportamento di totale infedeltà allo Stato oppure sono accuse gratuite, per voler piegare qualcuno ai propri voleri. Ma un funzionario dello Stato non è che può cambiare i conti perché al governo piace così, quindi sarebbe altrettanto grave se assecondasse il governo”.