‘Quello che (non) ho’, tante parole per Fazio e Saviano sui social network

Arrivano a centinaia sui social network le parole e le esperienze legate ad esse in risposta all’invito fatto da Fabio Fazio e Roberto Saviano per interagire con il loro nuovo programma ‘Quello che (non) ho’, dedicato proprio alla responsabilita’ della parola.

Presentato oggi al Salone del Libro di Torino, il programma va in onda domani in diretta su La7, in prima serata dalle Officine Grandi Riparazioni di Torino. E anche Fazio e Saviano hanno condiviso la loro parola sul web. Saviano, su Youtube, ha scelto Supersantos ‘che per me e’ qualcosa di piu’ di un semplice pallone, e’ giocare per strada, e’ il pallone che finisce su un balcone, in mezzo al mare, su un albero… e’ la voglia continua di giocare, giocare, correre e stare per strada’. Mentre Fazio come parola ha scelto il duemila: ‘e’ stato l’anno piu’ atteso di tutta la mia vita. La data nella quale si sarebbero realizzati tutti i sogni e tutto sarebbe stato possibile. Mi ricordo da bambino, i miei genitori dicevano: ‘quando tu sarai grande le automobili voleranno e andrete tutti a lavorare, magari, sulla luna. Per anni ho immaginato la mia auto cosi’, ‘volante’. Poi nel 1983 ho avuto la mia prima macchina una Fiat 124 costruita nel 1968 e allora ho capito che il 2000 era ancora molto, molto lontano’.

Sul sito quellochenonho.la7.it, sono state lanciate in pochi giorni le parole piu’ semplici come ‘gatto’, ‘scarpe’, ‘pennello’ o ‘carillon’ a quelle dal significato piu’ complesso come ‘vita’, ‘olocausto’, ‘futuro’ o ‘fede’. Ma anche quelle apparentemente piu’ banali come polpette possono avere, invece, un valore speciale: ‘mia nonna ce le faceva preparare nel suo cucinino, io e mia sorella con quattro manine impastavamo nella stessa ciotola, ed erano le piu’ buone del mondo’, dice Michela. O ancora, ‘bianco’: ‘per la prima volta mi sono sentito diverso in Africa e ho capito come si sentono le persone di colore quando salgono sui nostri autobus, io mi sono sentito diverso. Osservato non con scortesia, con curiosità’.

Con la propria parola gli utenti contribuiscono a costruire un vero e proprio dizionario di ricordi ed emozioni.

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